A
volte da solo
Ordino
una vodka,
giusto
un bicchiere
bello
pieno.
La
ragazza dello Cherry ci sa fare.
Me
ne versa sempre un po’di più.
Prendo
posto fuori,
sotto
la tenda.
Sul
tavolo c’erano dei bicchieri vuoti;
due.
Forse
erano di una coppia,
o
di due amici,
o
di due vecchi,
o
di uno che ha ordinato due volte, Boh?
L’unico
che poteva saperlo era il tavolo.
Quante
cose ascoltano i tavoli.
Se
solo potessero parlare i tavoli,
la
merda diminuirebbe del cinquanta percento.
Faccio
un sorso,
prendo
il pacchetto di sigarette.
Lo
apro.
Cazzo!
Le
ultime due.
Venti
sigarette, meno due, fanno diciotto.
Diciotto
sigarette fumate
prima
che il giorno finisse!!
Sto
esagerando,
di
questo passo non andrò da nessuna parte.
Anzi
no.
in
un posto ci andrò di sicuro.
Magari
fumando.
Forse.
Il
bicchiere sgocciola,
il
ghiaccio si sta fondendo nell’alcol
mentre
io,
solo,
mi
fondo nel mondo che ho davanti.
Quando
si beve in solitudine
bisogna
stare attenti.
L’alcol
è traditore,
sale
all’improvviso e,
se
sei impreparato,
col
cazzo che gestisci il colpo.
Rimani
seduto
con
una paresi sulla faccia
e
gli occhi da cinese.
Inizi
a dire:
“Ho
cazzo! Oh cazzo!”
Nel
frattempo tutto gira intorno a te:
tavoli,
sedie,
scritte,
occhi,
macchine,
e
via discorrendo.
Sei
nel vortice
rapito
da quaranta gradi ghiacciati
nel
giro di un paio di sorsi lunghi e tristi.
GESU’!!!!
Le
luci iniziano a scurirsi,
la
serata sta per cominciare.
Un
gruppetto di ragazze sfumacchianti,
forse
vergini,
sta
parlando di un gruppo rock.
Allora
mi avvicino a un tipo rock,
gli
chiedo il nome del gruppo rock.
Il
tipo rock mi dice
che
non ce nessun gruppo rock.
“Salsa
e Merengue di merda” mi fa.
Lo
ringrazio con un cin,
e
barcollando mi sposto tra i tavoli.
Mi
avvicino a un tipo Salsa e Merengue.
(Uno
con la camicia a fiori
che
beve cocktail con ombrellini colorati
infilati
in grosse fragole transgeniche,
per
intenderci)
Gli
chiedo il nome del gruppo.
Il
tipo Salsa e Merengue dice che,
non
danno ne Salsa, e ne Merengue.
“Rocchettari
strafatti del cazzo” Mi fa,
mentre
continua ad affogare
la
sua fragola nel cocktail.
Ritorno
al mio tavolo.
Mancava
poco al collasso.
Al
mio posto trovo un vecchio.
Sta
grattando un biglietto della fortuna.
”Ehi,
di un po’, che cosa danno stasera dentro?”
Il
vecchio scrolla la polverina dal biglietto,
lo
guarda,
gratta
ancora un po’,
poi
lo riguarda e mi fa:
” Stasera
danno roba buona”
Entrai.