I personaggi e i fatti contenuti in questo blog purtroppo esistono realmente.

Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

martedì 12 agosto 2014

che cosa hai fatto di recente?

Enny e Vally erano li a bere vodka e granita
io li raggiunsi quando ormai i giochi erano già fatti
Enny guardava le barchette ormeggiate sul molo
mentre Vally continuava a bere dalla cannuccia senza accorgersi che il drink era finito da un pezzo
Emetteva quei suoni... capite?
Ordinai una birra, e mi aggiunsi a loro
"Quindi?" dissi
" Cosa?" dissero
" Che facciamo" chiesi
"Telefoniamo" dissero
" A chi?" chiesi
" Sorriderò" rispose Enny
" Se non a te" disse Vally masticando la cannuccia
" Di un po'" fece Enny " Ma perché non facciamo un salto al Blumareclub????"
"seeeeeee!!! " dissi
Vally tossì.
pagammo e partimmo.
Nel giro di pochi minuti ci ritrovammo fuori al locale
col culo ancora intatto e  il sorriso ben in vista
Poi  arrivò il nostro turno
fummo accolti dal PR con una stretta di mano
come di solito si fa con le star
E come delle Satr pagammo solo 25 Euro invece dei luridi 10
in cambio di una vodka molto lemon
Ma del resto c'era il mare,
l'atmosfera,
la musica. E che musica!!
Non avevo mai sentito
prima, pompare
un impianto da
10000 WATT
canzoni di Celentano
Fu il delirio
Enny pianse.
Vally  si accese una 100'S
Io mi tuffai in acqua.
Quando risalii
loro erano sparite
e il gorilla voleva ammazzarmi.
poi arrivò Jovanotti
e ci ritrovammo tutti e tre
con una Brioche in mano
"Che serata" disse Enny
" Sono a pezzi" risposi
Vally si limitò a guardaci:
Aveva ancora la 100'S
e rideva.
Cazzo se rideva
poi si fecero le 5 e diventammo tutti normali.


sabato 19 luglio 2014


A volte da solo

Ordino una vodka,
giusto un bicchiere
bello pieno.
La ragazza dello Cherry ci sa fare.
Me ne versa sempre un po’di più.
Prendo posto fuori,
sotto la tenda.
Sul tavolo c’erano dei bicchieri vuoti;
due.
Forse erano di una coppia,
o di due amici,
o di due vecchi,
o di uno che ha ordinato due volte, Boh?
L’unico che poteva saperlo era il tavolo.
Quante cose ascoltano i tavoli.
Se solo potessero parlare i tavoli,
la merda diminuirebbe del cinquanta percento.
Faccio un sorso,
prendo il pacchetto di sigarette.
Lo apro.
Cazzo!
Le ultime due.
Venti sigarette, meno due, fanno diciotto.
Diciotto sigarette fumate
prima che il giorno finisse!!
Sto esagerando,
di questo passo non andrò da nessuna parte.
Anzi no.
in un posto ci andrò di sicuro.
Magari fumando.
Forse.
Il bicchiere sgocciola,
il ghiaccio si sta fondendo nell’alcol
mentre io,
solo,
mi fondo nel mondo che ho davanti.
Quando si beve in solitudine
bisogna stare attenti.
L’alcol è traditore,
sale all’improvviso e,
se sei impreparato,
col cazzo che gestisci il colpo.
Rimani seduto
con una paresi sulla faccia
e gli occhi da cinese.
Inizi a dire:
Ho cazzo! Oh cazzo!”
Nel frattempo tutto gira intorno a te:
tavoli,
sedie,
scritte,
occhi,
macchine,
e via discorrendo.
Sei nel vortice
rapito da quaranta gradi ghiacciati
nel giro di un paio di sorsi lunghi e tristi.
GESU’!!!!
Le luci iniziano a scurirsi,
la serata sta per cominciare.
Un gruppetto di ragazze sfumacchianti,
forse vergini,
sta parlando di un gruppo rock.
Allora mi avvicino a un tipo rock,
gli chiedo il nome del gruppo rock.
Il tipo rock mi dice
che non ce nessun gruppo rock.
Salsa e Merengue di merda” mi fa.
Lo ringrazio con un cin,
e barcollando mi sposto tra i tavoli.
Mi avvicino a un tipo Salsa e Merengue.
(Uno con la camicia a fiori
che beve cocktail con ombrellini colorati
infilati in grosse fragole transgeniche,
per intenderci)
Gli chiedo il nome del gruppo.
Il tipo Salsa e Merengue dice che,
non danno ne Salsa, e ne Merengue.
Rocchettari strafatti del cazzo” Mi fa,
mentre continua ad affogare
la sua fragola nel cocktail.
Ritorno al mio tavolo.
Mancava poco al collasso.
Al mio posto trovo un vecchio.
Sta grattando un biglietto della fortuna.
Ehi, di un po’, che cosa danno stasera dentro?”
Il vecchio scrolla la polverina dal biglietto,
lo guarda,
gratta ancora un po’,
poi lo riguarda e mi fa:
Stasera danno roba buona”
Entrai.



Silk




Senti un po’,come si connette sto computer? Chiesi al tipo del bar.
“ Ce l’hai il wirless?” Mi chiese
“ Credo di si ” risposi
“ Da qua” fece
Prese il mio pc, aprì un paio di schermate e non concluse un cazzo.
“Vai di fretta?” mi chiese
“no”
“ allora se aspetti un po’ dovrebbe venire Silk”
“e chi è Silk?”
“ Uno che con sta roba ci va a nozze”
“ Allora è uno in gamba?”
“ Già”
Ordinai da bere e aspettai Silk.
Avevo bisogno di connettermi per pubblicare un paio di storielle carine.
Aspettai un ora circa;intanto il drink era finito e Silk era solo un nome.
Forse per una prossima storia.
Silk; uno che si fa chiamare così la dice lunga.
Provai ad immaginarmelo Silk.
Alto,magro,dita sottili,linguaggio multimediale.
Forse lo chiamavano Silk perché vestiva solo con abiti in seta?
O perché aveva la pelle liscia?
Arrivai talmente a fantasticare su Silk che speravo non arrivasse più per non deludere le mie aspettative.
Ordinai un altro drink. Il tipo del bar me lo portò.
“ Niente ancora?” disse.
“Niente” risposi
“Arriverà” fece lui
“Già”
Mandai giù il secondo drink e mi venne il sospetto che il tipo del bar mi stesse prendendo per il culo.
Di solito quando uno aspetta che fa? Consuma. E io stavo consumando.
Ero già al secondo drink e quelli intorno a me erano tutti connessi.
Ma si chiamava Silk,e la cosa mi piaceva.
Salvai una bozza,feci un paio di tiri di sigaretta quando una voce alle mie spalle arrivò secca:
“Mi hanno detto che non riesci a connetterti vero?”
Era Silk. Quando lo vidi le mie aspettative si prostituirono.
Era basso,grasso, mani grosse e un brufolo con la punta bianca tra il naso e la bocca.
Nemmeno l’herpes l’avrebbe baciato.
“ Sono due ore che ci provo ma….”
“ da qua, ci penso io”
Era brutto ma deciso.
Si sedette accanto a me, tirò dalla sua parte il pc e cominciò la diagnosi.
“Allora, vediamo. Questo va bene, questo pure, la linea e ok, il segnale è buono. Di un po’? Quand’è l’ultima volta che ti sei connesso”
“ Circa un mese fa,credo”
“E andava tutto bene?”
“ Certo che si”
“ Ok”
Ritornò sui tasti e riprese la diagnosi.
Dovevate vederlo. Aveva proprio la faccia di uno che sta tutto il giorno davanti al pc a farsi le seghe.
Nel frattempo i connessi cominciarono a spopolare.
Qualcuno fece pure qualche battutina infelice.
Futuristi del cazzo.
“ Ecco ci siamo!” disse Silk “ ho trovato il problema”
“ Wow!”
“ Non hai il wireless”
“Come non ho il wireless?”
“ Senti bello, ho guardato ovunque ma non l’ho trovato”
“ Forse l’ho perduto?”
“ Ma che cazzo dici?” disse, poi si voltò verso il tipo del bar “ Hei! Hai sentito?”
“ Cosa?” fece il tipo del bar
“ Ha detto che ha perso il Wireless! HAHAHAHAHAH!!”
Il tipo del bar fu più discreto: se la rise dietro la macchina del caffè.
“Quindi?” chiesi a Silk
“ Facile:non puoi connetterti,ecco.”
Mi ridiede il pc è se ne andò dal tipo del bar.
Tre ore di attesa,due drink, niente internet,e in più,sbronzo e deriso dal genio dell’informatica e soci.
Ritornai a scrivere.
Pazienza, sarà per la prossima volta,pensai.
Poi, non so come, l’occhio cadde su un tasto( non era di vetro,è un modo di dire) F2.
Si aprì una schermata con su scritto: “RETE WIRELESS RILEVATA, INSERIRE PASWORD”.
Nel frattempo Silk e soci continuavano a sghignazzare.
Mi alzai e andai verso di loro.
“ Allora? L’hai trovato il Wireless?” disse Silk, guardando l’amico.
“ Niente” risposi
“ Vuoi ancora da bere?” fece il tipo
“Si, una password con ghiaccio”.
Ritornai a sedermi e scrissi questa storia.








Abracadabra



Tommy prese un fazzoletto
e cominciò a fare numeri di magia.
Quel figlio di puttana era bravo sapete?
Fece sparire un paio di accendini,
un bicchiere,
e cinquanta euro.
Poi si avvicinò a Gianky;
uno con la puzza sotto il naso che gli aveva dato
i cinquanta euro.
Gli chiese di soffiare nel pugno.
Gianky soffiò,
e come per incanto
uscirono tre piccioni con una fava.
Et Voilà!!!” esclamò Tommy
Et Voilà un cazzo!!!” rispose Gianky.
Dove sono finiti i miei sodi?”
Tommy non sapeva che dire,
allora Gianky lo afferrò per il bavero della giacca
e cominciò a scuoterlo:
Rivoglio i miei fottuti soldi. ORA!!!!”
Calma bello” disse Tommy,
mentre uno dei piccioni
beccava nelle noccioline dell’aperitivo.
Si vede che avevi l’alito pesante” aggiunse.
Comunque, sta tranquillo,adesso rimedio subito”.
Tommy riprese il fazzoletto,
lo ripiegò per benino nella mano e disse:
Ora ragazzi,farò sparire i piccioni
e riapparire le vostre cose, ok?”
Sbrigati” disse Gianky
Io rimasi a guardare.
Tommy iniziò il rito magico
sotto lo sguardo minaccioso di Gianky.
Fece un paio di gesti con le dita
e poi si rivolse a me:
Avanti, passami i piccioni e la fava”
Io guardai Gianky,
lui guardò me,
Tommy guardò noi,
e noi guardammo lui.
L’aria era magica e la fava era ancora sul tavolo.
Dei tre piccioni
ne era rimasto soltanto uno:
quello delle noccioline.
Gli altri due ci avevano visto lungo.
Tommy,abbiamo un problema” dissi
Che tipo di problema?” rispose Tommy
Gianky ha una pistola,ed è male intenzionato se non gli ridai i soldi.
Riesci a fare qualcosa solo con un piccione e
quel che resta della fava?”
Oh cazzo!” disse Tommy ” Adesso ci provo”
cercando di non farsi sentire da Gianky.
Gianky non la bevve e disse:
Quei soldi sono per una scopata,
giuro che se non li avrò indietro,
prima vi faccio saltare la testa
e poi mi scopo le vostre madri”
Eravamo orfani.
Tommy perse la mamma durante un numero di illusionismo,
mentre io la persi…
un momento:io non sono orfano cazzo!
Allora?”
disse Gianky
Vi muovete o no!!!!”
Tommy prese tempo fingendo di concentrarsi.
Io nel frattempo andai a recuperare il piccione
Stava cagando in una borsa di Vuitton.
Avanti bello,cruuu cruuu.
Su forza,
da bravo,
sei l’unica speranza che tiene in vita Tommy”.
Ma il piccione continuava a scagazzare su duemila euro di borsa
Guardavo il piccione,
Tommy,
Gianky,e tutto il marasma del locale.
Che serata di merda.
Ma chi me l’ha fatto fare di sedermi
accanto al grande mago del cazzo.
Io nemmeno lo conosco.
Ma conosco Gianky,
e posso assicurarvi che è un tipo molto
particolare.
Puoi strappargli le palle,
fotterti la moglie,
pisciare nel suo lavandino,
ma non toccargli i soldi.
Se lo fai sei morto.
Ero arrivato in cucina,
quel figlio di puttana di un volatile
si era portato fin lì.
Non lo capivo.
Forse aveva fame.
Eppure aveva le ali
e poteva benissimo svignarsela
con un paio di battiti,
invece quel bastardo saltellava come una quaglia.
Cristo che nervi!
Voi ridete?
Provate a prendere un piccione
con tre vodka lemon nella testa.
E roba che solo un laureato
in scienze motorie può fare.
Un momento:
che cazzo sono le scienze motorie?
Finalmente lo portai all’angolo.
Dietro di me lo staff della cucina
assisteva alla scena.
Il piccione mi guarda,
io lo guardo.
Lui fa un passo indietro,
io uno in avanti,
poi si sposta verso destra,
io lo seguo.
Faccio un altro passo avanti,
e lui un altro indietro,
poi mi porto alla sua sinistra,
allargo le mani,
lui apre le ali.
Sembrava un passo a due,
ma il fatto sta
che eravamo entrambi
con le braccia aperte
(lui con le ali ovviamente)
a spostarci da un lato all’altro
continuando a fissarci come due pistoleri.
Poi all’improvviso un botto.
Gianky aveva fatto fuori Tommy.
Addio soldi,
Tommy,
e tutto il resto.
Ora arriverà il mio turno,
poi la polizia,
e saranno cazzi amari per tutti.
Gianky era una testa calda
e Tommy doveva immaginarselo cazzo.
Era un mago,
e i maghi leggono nel pensiero. O no?
Ecco che Gianky arriva verso di me,
mi punta la pistola,
apre il grilletto e Bumm!!!!
Cade stecchito sul pavimento.
Il piccione l’aveva freddato.
Era della buoncostume.
Taglia extra extra small.














1

8 Marzo


Lesse la sua opera,
accompagnato da un assolo
di violino.
La sala era gremita
Donne,
mimose,
e stupide coppette
con cocktail colorati.
Poi il poeta finì,
e un grosso applauso
si levò.
Lui fece un inchino,
baciò una rosa
e disse:
Sarebbe bello se il pianeta
venisse riempito di violini”
Poi prese il fiore e
lo lanciò nel delirio
che aveva appena scatenato.
Fu un momento
Glorioso,
solo che,
invece dei violini,
io avrei detto
cazzi.



2

V.


E arrivi così,
senza nemmeno darmi un bacio
senza una parola
senza niente.
Si fa?
E tutta la sera che ti sento ridere
Hai una risata strana
da lì che capisco che ci sei ancora.
Ma io sono qui,
seduto all’ultimo tavolo
a fumare e ascrivere di te
a raccontare dei tuoi occhi
che ogni tanto sbirciano
da questa parte
illudendomi.
Ma poi te ne vai,
senza nemmeno voltarti,
Si fa?
Eppure,
la notte è uguale a un’altra
e tu
continui a guardarti intorno
mentre ti allontani
Non temere,
il buio ci lascerà anonimi
come in fondo siamo
quel che conta
è che il cuore
in quel momento
rimanga in silenzio







3

Estate




Ormai è state.
Il caldo rapisce le persone.
Sono di ritorno a casa
dopo un'altra giornata
passata a stuprarmi
nella burocrazia della vita
Guardo il telefono,
nessuna chiamata,
ne in arrivo,
ne persa.
Nessun messaggio.
Lo rimetto in tasca e penso:
sono salvo”.
Prendo una coca dal frigo,
ne verso un po’ nel bicchiere e accendo la tele.
Niente di che;
tutto piatto.
Come sempre.
Quattro ragazzi che inseguono un sogno,
giudicati da altri che non hanno sogni.
Poi una telenovela,
poi un film muto,
poi un dibattito,
poi una pubblicità.
Tutto piatto.
Come lo schermo,
come sempre
Spengo e inizio a scrivere.
Le parole fanno fatica ad uscire,
non scorrono.
Ci sono sere che mi sento una fontana,
altre una diga,
e altre ancora un mare.
Ma stasera mi sento secco.
Vuoto.
Dov’è tutta quell’acqua che avevo dentro?
Non ne ho.
Spremo,
schiaccio sui tasti,
fumo ancora,
niente.
Piatto.
Allora spengo il pc e riaccendo la tele.
Uno dei ragazzi ha raggiunto il proprio sogno,
quello che prima era un dibattito
ora è una rissa,
il solito detersivo che rende bianca
la vita,
e il film muto continua a non dire niente.
Come quello che ho appena scritto.
Ormai è estate,
e forse il caldo,
ha rapito anche me.
Forse.