Enny e Vally erano li a bere vodka e granita
io li raggiunsi quando ormai i giochi erano già fatti
Enny guardava le barchette ormeggiate sul molo
mentre Vally continuava a bere dalla cannuccia senza accorgersi che il drink era finito da un pezzo
Emetteva quei suoni... capite?
Ordinai una birra, e mi aggiunsi a loro
"Quindi?" dissi
" Cosa?" dissero
" Che facciamo" chiesi
"Telefoniamo" dissero
" A chi?" chiesi
" Sorriderò" rispose Enny
" Se non a te" disse Vally masticando la cannuccia
" Di un po'" fece Enny " Ma perché non facciamo un salto al Blumareclub????"
"seeeeeee!!! " dissi
Vally tossì.
pagammo e partimmo.
Nel giro di pochi minuti ci ritrovammo fuori al locale
col culo ancora intatto e il sorriso ben in vista
Poi arrivò il nostro turno
fummo accolti dal PR con una stretta di mano
come di solito si fa con le star
E come delle Satr pagammo solo 25 Euro invece dei luridi 10
in cambio di una vodka molto lemon
Ma del resto c'era il mare,
l'atmosfera,
la musica. E che musica!!
Non avevo mai sentito
prima, pompare
un impianto da
10000 WATT
canzoni di Celentano
Fu il delirio
Enny pianse.
Vally si accese una 100'S
Io mi tuffai in acqua.
Quando risalii
loro erano sparite
e il gorilla voleva ammazzarmi.
poi arrivò Jovanotti
e ci ritrovammo tutti e tre
con una Brioche in mano
"Che serata" disse Enny
" Sono a pezzi" risposi
Vally si limitò a guardaci:
Aveva ancora la 100'S
e rideva.
Cazzo se rideva
poi si fecero le 5 e diventammo tutti normali.
Smile don't worry
I personaggi e i fatti contenuti in questo blog purtroppo esistono realmente.
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martedì 12 agosto 2014
sabato 19 luglio 2014
A
volte da solo
Ordino
una vodka,
giusto
un bicchiere
bello
pieno.
La
ragazza dello Cherry ci sa fare.
Me
ne versa sempre un po’di più.
Prendo
posto fuori,
sotto
la tenda.
Sul
tavolo c’erano dei bicchieri vuoti;
due.
Forse
erano di una coppia,
o
di due amici,
o
di due vecchi,
o
di uno che ha ordinato due volte, Boh?
L’unico
che poteva saperlo era il tavolo.
Quante
cose ascoltano i tavoli.
Se
solo potessero parlare i tavoli,
la
merda diminuirebbe del cinquanta percento.
Faccio
un sorso,
prendo
il pacchetto di sigarette.
Lo
apro.
Cazzo!
Le
ultime due.
Venti
sigarette, meno due, fanno diciotto.
Diciotto
sigarette fumate
prima
che il giorno finisse!!
Sto
esagerando,
di
questo passo non andrò da nessuna parte.
Anzi
no.
in
un posto ci andrò di sicuro.
Magari
fumando.
Forse.
Il
bicchiere sgocciola,
il
ghiaccio si sta fondendo nell’alcol
mentre
io,
solo,
mi
fondo nel mondo che ho davanti.
Quando
si beve in solitudine
bisogna
stare attenti.
L’alcol
è traditore,
sale
all’improvviso e,
se
sei impreparato,
col
cazzo che gestisci il colpo.
Rimani
seduto
con
una paresi sulla faccia
e
gli occhi da cinese.
Inizi
a dire:
“Ho
cazzo! Oh cazzo!”
Nel
frattempo tutto gira intorno a te:
tavoli,
sedie,
scritte,
occhi,
macchine,
e
via discorrendo.
Sei
nel vortice
rapito
da quaranta gradi ghiacciati
nel
giro di un paio di sorsi lunghi e tristi.
GESU’!!!!
Le
luci iniziano a scurirsi,
la
serata sta per cominciare.
Un
gruppetto di ragazze sfumacchianti,
forse
vergini,
sta
parlando di un gruppo rock.
Allora
mi avvicino a un tipo rock,
gli
chiedo il nome del gruppo rock.
Il
tipo rock mi dice
che
non ce nessun gruppo rock.
“Salsa
e Merengue di merda” mi fa.
Lo
ringrazio con un cin,
e
barcollando mi sposto tra i tavoli.
Mi
avvicino a un tipo Salsa e Merengue.
(Uno
con la camicia a fiori
che
beve cocktail con ombrellini colorati
infilati
in grosse fragole transgeniche,
per
intenderci)
Gli
chiedo il nome del gruppo.
Il
tipo Salsa e Merengue dice che,
non
danno ne Salsa, e ne Merengue.
“Rocchettari
strafatti del cazzo” Mi fa,
mentre
continua ad affogare
la
sua fragola nel cocktail.
Ritorno
al mio tavolo.
Mancava
poco al collasso.
Al
mio posto trovo un vecchio.
Sta
grattando un biglietto della fortuna.
”Ehi,
di un po’, che cosa danno stasera dentro?”
Il
vecchio scrolla la polverina dal biglietto,
lo
guarda,
gratta
ancora un po’,
poi
lo riguarda e mi fa:
” Stasera
danno roba buona”
Entrai.
Silk
Senti un po’,come si connette sto
computer? Chiesi al tipo del bar.
“ Ce l’hai il wirless?” Mi chiese
“ Credo di si ” risposi
“ Da qua” fece
Prese il mio pc, aprì un paio di
schermate e non concluse un cazzo.
“Vai di fretta?” mi chiese
“no”
“ allora se aspetti un po’ dovrebbe
venire Silk”
“e chi è Silk?”
“ Uno che con sta roba ci va a nozze”
“ Allora è uno in gamba?”
“ Già”
Ordinai da bere e aspettai Silk.
Avevo bisogno di connettermi per
pubblicare un paio di storielle carine.
Aspettai un ora circa;intanto il drink
era finito e Silk era solo un nome.
Forse per una prossima storia.
Silk; uno che si fa chiamare così la
dice lunga.
Provai ad immaginarmelo Silk.
Alto,magro,dita sottili,linguaggio
multimediale.
Forse lo chiamavano Silk perché
vestiva solo con abiti in seta?
O perché aveva la pelle liscia?
Arrivai talmente a fantasticare su Silk
che speravo non arrivasse più per non deludere le mie aspettative.
Ordinai un altro drink. Il tipo del bar
me lo portò.
“ Niente ancora?” disse.
“Niente” risposi
“Arriverà” fece lui
“Già”
Mandai giù il secondo drink e mi venne
il sospetto che il tipo del bar mi stesse prendendo per il culo.
Di solito quando uno aspetta che fa?
Consuma. E io stavo consumando.
Ero già al secondo drink e quelli
intorno a me erano tutti connessi.
Ma si chiamava Silk,e la cosa mi
piaceva.
Salvai una bozza,feci un paio di tiri
di sigaretta quando una voce alle mie spalle arrivò secca:
“Mi hanno detto che non riesci a
connetterti vero?”
Era Silk. Quando lo vidi le mie
aspettative si prostituirono.
Era basso,grasso, mani grosse e un
brufolo con la punta bianca tra il naso e la bocca.
Nemmeno l’herpes l’avrebbe
baciato.
“ Sono due ore che ci provo ma….”
“ da qua, ci penso io”
Era brutto ma deciso.
Si sedette accanto a me, tirò dalla
sua parte il pc e cominciò la diagnosi.
“Allora, vediamo. Questo va bene,
questo pure, la linea e ok, il segnale è buono. Di un po’? Quand’è
l’ultima volta che ti sei connesso”
“ Circa un mese fa,credo”
“E andava tutto bene?”
“ Certo che si”
“ Ok”
Ritornò sui tasti e riprese la
diagnosi.
Dovevate vederlo. Aveva proprio la
faccia di uno che sta tutto il giorno davanti al pc a farsi le seghe.
Nel frattempo i connessi cominciarono a
spopolare.
Qualcuno fece pure qualche battutina
infelice.
Futuristi del cazzo.
“ Ecco ci siamo!” disse Silk “ ho
trovato il problema”
“ Wow!”
“ Non hai il wireless”
“Come non ho il wireless?”
“ Senti bello, ho guardato ovunque ma
non l’ho trovato”
“ Forse l’ho perduto?”
“ Ma che cazzo dici?” disse, poi si
voltò verso il tipo del bar “ Hei! Hai sentito?”
“ Cosa?” fece il tipo del bar
“ Ha detto che ha perso il Wireless!
HAHAHAHAHAH!!”
Il tipo del bar fu più discreto: se la
rise dietro la macchina del caffè.
“Quindi?” chiesi a Silk
“ Facile:non puoi connetterti,ecco.”
Mi ridiede il pc è se ne andò dal
tipo del bar.
Tre ore di attesa,due drink, niente
internet,e in più,sbronzo e deriso dal genio dell’informatica e
soci.
Ritornai a scrivere.
Pazienza, sarà per la prossima
volta,pensai.
Poi, non so come, l’occhio cadde su
un tasto( non era di vetro,è un modo di dire) F2.
Si aprì una schermata con su scritto:
“RETE WIRELESS RILEVATA, INSERIRE PASWORD”.
Nel frattempo Silk e soci continuavano
a sghignazzare.
Mi alzai e andai verso di loro.
“ Allora? L’hai trovato il
Wireless?” disse Silk, guardando l’amico.
“ Niente” risposi
“ Vuoi ancora da bere?” fece il
tipo
“Si, una password con ghiaccio”.
Ritornai a sedermi e scrissi questa
storia.
Abracadabra
Tommy
prese un fazzoletto
e
cominciò a fare numeri di magia.
Quel
figlio di puttana era bravo sapete?
Fece
sparire un paio di accendini,
un
bicchiere,
e
cinquanta euro.
Poi
si avvicinò a Gianky;
uno
con la puzza sotto il naso che gli aveva dato
i
cinquanta euro.
Gli
chiese di soffiare nel pugno.
Gianky
soffiò,
e
come per incanto
uscirono
tre piccioni con una fava.
“Et
Voilà!!!” esclamò Tommy
“Et
Voilà un cazzo!!!” rispose Gianky.
” Dove
sono finiti i miei sodi?”
Tommy
non sapeva che dire,
allora
Gianky lo afferrò per il bavero della giacca
e
cominciò a scuoterlo:
“Rivoglio
i miei fottuti soldi. ORA!!!!”
“Calma
bello” disse Tommy,
mentre
uno dei piccioni
beccava
nelle noccioline dell’aperitivo.
”Si
vede che avevi l’alito pesante” aggiunse.
“Comunque,
sta tranquillo,adesso rimedio subito”.
Tommy
riprese il fazzoletto,
lo
ripiegò per benino nella mano e disse:
“ Ora
ragazzi,farò sparire i piccioni
e
riapparire le vostre cose, ok?”
“Sbrigati”
disse Gianky
Io
rimasi a guardare.
Tommy
iniziò il rito magico
sotto
lo sguardo minaccioso di Gianky.
Fece
un paio di gesti con le dita
e
poi si rivolse a me:
” Avanti,
passami i piccioni e la fava”
Io
guardai Gianky,
lui
guardò me,
Tommy
guardò noi,
e
noi guardammo lui.
L’aria
era magica e la fava era ancora sul tavolo.
Dei
tre piccioni
ne
era rimasto soltanto uno:
quello
delle noccioline.
Gli
altri due ci avevano visto lungo.
“ Tommy,abbiamo
un problema” dissi
“ Che
tipo di problema?” rispose Tommy
“ Gianky
ha una pistola,ed è male intenzionato se non gli ridai i soldi.
Riesci
a fare qualcosa solo con un piccione e
quel
che resta della fava?”
“Oh
cazzo!” disse Tommy ” Adesso ci provo”
cercando
di non farsi sentire da Gianky.
Gianky
non la bevve e disse:
”Quei
soldi sono per una scopata,
giuro
che se non li avrò indietro,
prima
vi faccio saltare la testa
e
poi mi scopo le vostre madri”
Eravamo
orfani.
Tommy
perse la mamma durante un numero di illusionismo,
mentre
io la persi…
un
momento:io non sono orfano cazzo!
“Allora?”
disse
Gianky
“Vi
muovete o no!!!!”
Tommy
prese tempo fingendo di concentrarsi.
Io
nel frattempo andai a recuperare il piccione
Stava
cagando in una borsa di Vuitton.
“ Avanti
bello,cruuu cruuu.
Su
forza,
da
bravo,
sei
l’unica speranza che tiene in vita Tommy”.
Ma
il piccione continuava a scagazzare su duemila euro di borsa
Guardavo
il piccione,
Tommy,
Gianky,e
tutto il marasma del locale.
Che
serata di merda.
Ma
chi me l’ha fatto fare di sedermi
accanto
al grande mago del cazzo.
Io
nemmeno lo conosco.
Ma
conosco Gianky,
e
posso assicurarvi che è un tipo molto
particolare.
Puoi
strappargli le palle,
fotterti
la moglie,
pisciare
nel suo lavandino,
ma
non toccargli i soldi.
Se
lo fai sei morto.
Ero
arrivato in cucina,
quel
figlio di puttana di un volatile
si
era portato fin lì.
Non
lo capivo.
Forse
aveva fame.
Eppure
aveva le ali
e
poteva benissimo svignarsela
con
un paio di battiti,
invece
quel bastardo saltellava come una quaglia.
Cristo
che nervi!
Voi
ridete?
Provate
a prendere un piccione
con
tre vodka lemon nella testa.
E
roba che solo un laureato
in
scienze motorie può fare.
Un
momento:
che
cazzo sono le scienze motorie?
Finalmente
lo portai all’angolo.
Dietro
di me lo staff della cucina
assisteva
alla scena.
Il
piccione mi guarda,
io
lo guardo.
Lui
fa un passo indietro,
io
uno in avanti,
poi
si sposta verso destra,
io
lo seguo.
Faccio
un altro passo avanti,
e
lui un altro indietro,
poi
mi porto alla sua sinistra,
allargo
le mani,
lui
apre le ali.
Sembrava
un passo a due,
ma
il fatto sta
che
eravamo entrambi
con
le braccia aperte
(lui
con le ali ovviamente)
a
spostarci da un lato all’altro
continuando
a fissarci come due pistoleri.
Poi
all’improvviso un botto.
Gianky
aveva fatto fuori Tommy.
Addio
soldi,
Tommy,
e
tutto il resto.
Ora
arriverà il mio turno,
poi
la polizia,
e
saranno cazzi amari per tutti.
Gianky
era una testa calda
e
Tommy doveva immaginarselo cazzo.
Era
un mago,
e
i maghi leggono nel pensiero. O no?
Ecco
che Gianky arriva verso di me,
mi
punta la pistola,
apre
il grilletto e Bumm!!!!
Cade
stecchito sul pavimento.
Il
piccione l’aveva freddato.
Era
della buoncostume.
Taglia
extra extra small.
1
8
Marzo
Lesse la sua opera,
accompagnato da un assolo
di violino.
La sala era gremita
Donne,
mimose,
e stupide coppette
con cocktail colorati.
Poi il poeta finì,
e un grosso applauso
si levò.
Lui fece un inchino,
baciò una rosa
e disse:
“ Sarebbe bello se il pianeta
venisse riempito di violini”
Poi prese il fiore e
lo lanciò nel delirio
che aveva appena scatenato.
Fu un momento
Glorioso,
solo che,
invece dei violini,
io avrei detto
cazzi.
2
V.
E arrivi così,
senza nemmeno darmi un bacio
senza una parola
senza niente.
Si fa?
E tutta la sera che ti sento
ridere
Hai una risata strana
da lì che capisco che ci sei
ancora.
Ma io sono qui,
seduto all’ultimo tavolo
a fumare e ascrivere di te
a raccontare dei tuoi occhi
che ogni tanto sbirciano
da questa parte
illudendomi.
Ma poi te ne vai,
senza nemmeno voltarti,
Si fa?
Eppure,
la notte è uguale a un’altra
e tu
continui a guardarti intorno
mentre ti allontani
Non temere,
il buio ci lascerà anonimi
come in fondo siamo
quel che conta
è che il cuore
in quel momento
rimanga in silenzio
3
Estate
Ormai
è state.
Il
caldo rapisce le persone.
Sono
di ritorno a casa
dopo
un'altra giornata
passata
a stuprarmi
nella
burocrazia della vita
Guardo
il telefono,
nessuna
chiamata,
ne
in arrivo,
ne
persa.
Nessun
messaggio.
Lo
rimetto in tasca e penso:
”sono
salvo”.
Prendo
una coca dal frigo,
ne
verso un po’ nel bicchiere e accendo la tele.
Niente
di che;
tutto
piatto.
Come
sempre.
Quattro
ragazzi che inseguono un sogno,
giudicati
da altri che non hanno sogni.
Poi
una telenovela,
poi
un film muto,
poi
un dibattito,
poi
una pubblicità.
Tutto
piatto.
Come
lo schermo,
come
sempre
Spengo
e inizio a scrivere.
Le
parole fanno fatica ad uscire,
non
scorrono.
Ci
sono sere che mi sento una fontana,
altre
una diga,
e
altre ancora un mare.
Ma
stasera mi sento secco.
Vuoto.
Dov’è
tutta quell’acqua che avevo dentro?
Non
ne ho.
Spremo,
schiaccio
sui tasti,
fumo
ancora,
niente.
Piatto.
Allora
spengo il pc e riaccendo la tele.
Uno
dei ragazzi ha raggiunto il proprio sogno,
quello
che prima era un dibattito
ora
è una rissa,
il
solito detersivo che rende bianca
la
vita,
e
il film muto continua a non dire niente.
Come
quello che ho appena scritto.
Ormai
è estate,
e
forse il caldo,
ha
rapito anche me.
Forse.
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