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sabato 19 luglio 2014


A volte da solo

Ordino una vodka,
giusto un bicchiere
bello pieno.
La ragazza dello Cherry ci sa fare.
Me ne versa sempre un po’di più.
Prendo posto fuori,
sotto la tenda.
Sul tavolo c’erano dei bicchieri vuoti;
due.
Forse erano di una coppia,
o di due amici,
o di due vecchi,
o di uno che ha ordinato due volte, Boh?
L’unico che poteva saperlo era il tavolo.
Quante cose ascoltano i tavoli.
Se solo potessero parlare i tavoli,
la merda diminuirebbe del cinquanta percento.
Faccio un sorso,
prendo il pacchetto di sigarette.
Lo apro.
Cazzo!
Le ultime due.
Venti sigarette, meno due, fanno diciotto.
Diciotto sigarette fumate
prima che il giorno finisse!!
Sto esagerando,
di questo passo non andrò da nessuna parte.
Anzi no.
in un posto ci andrò di sicuro.
Magari fumando.
Forse.
Il bicchiere sgocciola,
il ghiaccio si sta fondendo nell’alcol
mentre io,
solo,
mi fondo nel mondo che ho davanti.
Quando si beve in solitudine
bisogna stare attenti.
L’alcol è traditore,
sale all’improvviso e,
se sei impreparato,
col cazzo che gestisci il colpo.
Rimani seduto
con una paresi sulla faccia
e gli occhi da cinese.
Inizi a dire:
Ho cazzo! Oh cazzo!”
Nel frattempo tutto gira intorno a te:
tavoli,
sedie,
scritte,
occhi,
macchine,
e via discorrendo.
Sei nel vortice
rapito da quaranta gradi ghiacciati
nel giro di un paio di sorsi lunghi e tristi.
GESU’!!!!
Le luci iniziano a scurirsi,
la serata sta per cominciare.
Un gruppetto di ragazze sfumacchianti,
forse vergini,
sta parlando di un gruppo rock.
Allora mi avvicino a un tipo rock,
gli chiedo il nome del gruppo rock.
Il tipo rock mi dice
che non ce nessun gruppo rock.
Salsa e Merengue di merda” mi fa.
Lo ringrazio con un cin,
e barcollando mi sposto tra i tavoli.
Mi avvicino a un tipo Salsa e Merengue.
(Uno con la camicia a fiori
che beve cocktail con ombrellini colorati
infilati in grosse fragole transgeniche,
per intenderci)
Gli chiedo il nome del gruppo.
Il tipo Salsa e Merengue dice che,
non danno ne Salsa, e ne Merengue.
Rocchettari strafatti del cazzo” Mi fa,
mentre continua ad affogare
la sua fragola nel cocktail.
Ritorno al mio tavolo.
Mancava poco al collasso.
Al mio posto trovo un vecchio.
Sta grattando un biglietto della fortuna.
Ehi, di un po’, che cosa danno stasera dentro?”
Il vecchio scrolla la polverina dal biglietto,
lo guarda,
gratta ancora un po’,
poi lo riguarda e mi fa:
Stasera danno roba buona”
Entrai.



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