Silk
Senti un po’,come si connette sto
computer? Chiesi al tipo del bar.
“ Ce l’hai il wirless?” Mi chiese
“ Credo di si ” risposi
“ Da qua” fece
Prese il mio pc, aprì un paio di
schermate e non concluse un cazzo.
“Vai di fretta?” mi chiese
“no”
“ allora se aspetti un po’ dovrebbe
venire Silk”
“e chi è Silk?”
“ Uno che con sta roba ci va a nozze”
“ Allora è uno in gamba?”
“ Già”
Ordinai da bere e aspettai Silk.
Avevo bisogno di connettermi per
pubblicare un paio di storielle carine.
Aspettai un ora circa;intanto il drink
era finito e Silk era solo un nome.
Forse per una prossima storia.
Silk; uno che si fa chiamare così la
dice lunga.
Provai ad immaginarmelo Silk.
Alto,magro,dita sottili,linguaggio
multimediale.
Forse lo chiamavano Silk perché
vestiva solo con abiti in seta?
O perché aveva la pelle liscia?
Arrivai talmente a fantasticare su Silk
che speravo non arrivasse più per non deludere le mie aspettative.
Ordinai un altro drink. Il tipo del bar
me lo portò.
“ Niente ancora?” disse.
“Niente” risposi
“Arriverà” fece lui
“Già”
Mandai giù il secondo drink e mi venne
il sospetto che il tipo del bar mi stesse prendendo per il culo.
Di solito quando uno aspetta che fa?
Consuma. E io stavo consumando.
Ero già al secondo drink e quelli
intorno a me erano tutti connessi.
Ma si chiamava Silk,e la cosa mi
piaceva.
Salvai una bozza,feci un paio di tiri
di sigaretta quando una voce alle mie spalle arrivò secca:
“Mi hanno detto che non riesci a
connetterti vero?”
Era Silk. Quando lo vidi le mie
aspettative si prostituirono.
Era basso,grasso, mani grosse e un
brufolo con la punta bianca tra il naso e la bocca.
Nemmeno l’herpes l’avrebbe
baciato.
“ Sono due ore che ci provo ma….”
“ da qua, ci penso io”
Era brutto ma deciso.
Si sedette accanto a me, tirò dalla
sua parte il pc e cominciò la diagnosi.
“Allora, vediamo. Questo va bene,
questo pure, la linea e ok, il segnale è buono. Di un po’? Quand’è
l’ultima volta che ti sei connesso”
“ Circa un mese fa,credo”
“E andava tutto bene?”
“ Certo che si”
“ Ok”
Ritornò sui tasti e riprese la
diagnosi.
Dovevate vederlo. Aveva proprio la
faccia di uno che sta tutto il giorno davanti al pc a farsi le seghe.
Nel frattempo i connessi cominciarono a
spopolare.
Qualcuno fece pure qualche battutina
infelice.
Futuristi del cazzo.
“ Ecco ci siamo!” disse Silk “ ho
trovato il problema”
“ Wow!”
“ Non hai il wireless”
“Come non ho il wireless?”
“ Senti bello, ho guardato ovunque ma
non l’ho trovato”
“ Forse l’ho perduto?”
“ Ma che cazzo dici?” disse, poi si
voltò verso il tipo del bar “ Hei! Hai sentito?”
“ Cosa?” fece il tipo del bar
“ Ha detto che ha perso il Wireless!
HAHAHAHAHAH!!”
Il tipo del bar fu più discreto: se la
rise dietro la macchina del caffè.
“Quindi?” chiesi a Silk
“ Facile:non puoi connetterti,ecco.”
Mi ridiede il pc è se ne andò dal
tipo del bar.
Tre ore di attesa,due drink, niente
internet,e in più,sbronzo e deriso dal genio dell’informatica e
soci.
Ritornai a scrivere.
Pazienza, sarà per la prossima
volta,pensai.
Poi, non so come, l’occhio cadde su
un tasto( non era di vetro,è un modo di dire) F2.
Si aprì una schermata con su scritto:
“RETE WIRELESS RILEVATA, INSERIRE PASWORD”.
Nel frattempo Silk e soci continuavano
a sghignazzare.
Mi alzai e andai verso di loro.
“ Allora? L’hai trovato il
Wireless?” disse Silk, guardando l’amico.
“ Niente” risposi
“ Vuoi ancora da bere?” fece il
tipo
“Si, una password con ghiaccio”.
Ritornai a sedermi e scrissi questa
storia.
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