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sabato 19 luglio 2014

Silk




Senti un po’,come si connette sto computer? Chiesi al tipo del bar.
“ Ce l’hai il wirless?” Mi chiese
“ Credo di si ” risposi
“ Da qua” fece
Prese il mio pc, aprì un paio di schermate e non concluse un cazzo.
“Vai di fretta?” mi chiese
“no”
“ allora se aspetti un po’ dovrebbe venire Silk”
“e chi è Silk?”
“ Uno che con sta roba ci va a nozze”
“ Allora è uno in gamba?”
“ Già”
Ordinai da bere e aspettai Silk.
Avevo bisogno di connettermi per pubblicare un paio di storielle carine.
Aspettai un ora circa;intanto il drink era finito e Silk era solo un nome.
Forse per una prossima storia.
Silk; uno che si fa chiamare così la dice lunga.
Provai ad immaginarmelo Silk.
Alto,magro,dita sottili,linguaggio multimediale.
Forse lo chiamavano Silk perché vestiva solo con abiti in seta?
O perché aveva la pelle liscia?
Arrivai talmente a fantasticare su Silk che speravo non arrivasse più per non deludere le mie aspettative.
Ordinai un altro drink. Il tipo del bar me lo portò.
“ Niente ancora?” disse.
“Niente” risposi
“Arriverà” fece lui
“Già”
Mandai giù il secondo drink e mi venne il sospetto che il tipo del bar mi stesse prendendo per il culo.
Di solito quando uno aspetta che fa? Consuma. E io stavo consumando.
Ero già al secondo drink e quelli intorno a me erano tutti connessi.
Ma si chiamava Silk,e la cosa mi piaceva.
Salvai una bozza,feci un paio di tiri di sigaretta quando una voce alle mie spalle arrivò secca:
“Mi hanno detto che non riesci a connetterti vero?”
Era Silk. Quando lo vidi le mie aspettative si prostituirono.
Era basso,grasso, mani grosse e un brufolo con la punta bianca tra il naso e la bocca.
Nemmeno l’herpes l’avrebbe baciato.
“ Sono due ore che ci provo ma….”
“ da qua, ci penso io”
Era brutto ma deciso.
Si sedette accanto a me, tirò dalla sua parte il pc e cominciò la diagnosi.
“Allora, vediamo. Questo va bene, questo pure, la linea e ok, il segnale è buono. Di un po’? Quand’è l’ultima volta che ti sei connesso”
“ Circa un mese fa,credo”
“E andava tutto bene?”
“ Certo che si”
“ Ok”
Ritornò sui tasti e riprese la diagnosi.
Dovevate vederlo. Aveva proprio la faccia di uno che sta tutto il giorno davanti al pc a farsi le seghe.
Nel frattempo i connessi cominciarono a spopolare.
Qualcuno fece pure qualche battutina infelice.
Futuristi del cazzo.
“ Ecco ci siamo!” disse Silk “ ho trovato il problema”
“ Wow!”
“ Non hai il wireless”
“Come non ho il wireless?”
“ Senti bello, ho guardato ovunque ma non l’ho trovato”
“ Forse l’ho perduto?”
“ Ma che cazzo dici?” disse, poi si voltò verso il tipo del bar “ Hei! Hai sentito?”
“ Cosa?” fece il tipo del bar
“ Ha detto che ha perso il Wireless! HAHAHAHAHAH!!”
Il tipo del bar fu più discreto: se la rise dietro la macchina del caffè.
“Quindi?” chiesi a Silk
“ Facile:non puoi connetterti,ecco.”
Mi ridiede il pc è se ne andò dal tipo del bar.
Tre ore di attesa,due drink, niente internet,e in più,sbronzo e deriso dal genio dell’informatica e soci.
Ritornai a scrivere.
Pazienza, sarà per la prossima volta,pensai.
Poi, non so come, l’occhio cadde su un tasto( non era di vetro,è un modo di dire) F2.
Si aprì una schermata con su scritto: “RETE WIRELESS RILEVATA, INSERIRE PASWORD”.
Nel frattempo Silk e soci continuavano a sghignazzare.
Mi alzai e andai verso di loro.
“ Allora? L’hai trovato il Wireless?” disse Silk, guardando l’amico.
“ Niente” risposi
“ Vuoi ancora da bere?” fece il tipo
“Si, una password con ghiaccio”.
Ritornai a sedermi e scrissi questa storia.







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