Era estate,e ricordo ancora quella passeggiata che feci con Giulia
sul lungomare di Ascea; eravamo stati a cena da Vitos, un ristorante
tipico della zona con un panorama mozzafiato che cucina pesce fresco
tutto l’anno.
Stemmo bene ,lei era serena e io pure; mi
disse che il primo piatto che avevo scelto era stato migliore del suo e come al
solito, la prossima volta sicuramente l’avrebbe preso anche lei.
Proseguimmo sulla costa per altri
due isolati continuando a parlare della cena e di quante calorie avremmo
risparmiato di assumere se non avessimo bevuto tutto quel vino e nel parlare di
alcol le venne di spolverare dalla mente il ricordo del nostro primo incontro.
Fu per caso,a Palinuro,durante un concerto
dei fratelli Marlowe.
Mi svelò che era stata tutta la sera a
guardare me mentre ballavo in un angolo per fatti miei bevendo acqua con
ghiaccio. Disse che mi trovò sportivo e interessante.
Io risi sotto i baffi pensando a tutta la
sportività che c’era in quel bicchiere di vodka liscia, e che,se fosse stata
veramente acqua, di sicuro le cose sarebbero andate diversamente.
Quel mio sorrisino malizioso la incuriosì
a tal punto che volle sapere a tutti i costi a cosa stessi pensando;l’aria da
furbetto che avevo sul viso non gliela contava giusta. Avrei voluto dirle la
verità“sull'acqua” ma lasciarla col beneficio del dubbio mi divertiva così
tanto che decisi tra me e me di raccontarle un’altra verità.
Le svelai il perché di quella volta che
arrivai al primo appuntamento sotto casa sua bagnato fradicio; lei mi disse che
lo ricordava bene, e che si prese anche un grosso spavento;
se quell'idrante che avevo urtato con l’auto fosse stato in un centro
abitato avrebbe di sicuro ammazzato (..)Non le diedi il tempo di terminare la
frase che la interruppi dicendole che quel giorno, non urtai nessun idrante
perché non avevo nessuna macchina. L’unico mezzo che avevo a disposizione per
raggiungerla da Ascea a Paestum fu una bicicletta,la mia; e se quella sera
magari, piuttosto di fare il figo le avessi chiesto l’indirizzo preciso e non
“so dove si trova” forse oggi avrei risparmiato di fare questa figuraccia.
Lei ci rimase un po’male, ma io per
recuperare in extremis le dissi dettagliatamente cosa indossava quel giorno; le
partì una risata sarcastica;ma quando le raccontai che quel giorno aveva un
vestito di pizzo bianco con un paio di sandali fatti a mano color cuoio
rimase sbalordita.Non contenta, la furba, provò a sorprendermi con una domanda
trabocchetto; mi chiese di dirle il periodo esatto.
Ovviamente estate; le risposi.
Continuammo senza sosta a ricordarci di
noi, e nel farlo, i nostri occhi non smisero mai di cercarsi fino a quando
sotto quel cielo stellato raggiungemmo la riva condividendo il silenzio col
sottofondo del mare.
Ero felice e lei se ne accorse, mi chiese
ancora un volta con la sua curiosità a cosa stessi pensando.
Il mio pensiero fu lo stesso che feci la
prima volta che la vidi;e quella sera, davanti all'immenso, lasciai che il
mio cuore le chiedesse di invecchiare col suo.
Ricordo ancora quelle mie parole che col
freddo della sera uscirono dalla mia bocca come piccole nuvole di fumo mentre
lei ,non disse una sola parola.
Continuò a guardare il mare con lo sguardo
perso tra le onde.
Il mio pensiero sincero le toccò il
profondo e la serenità di quell'istante mutò per la sua reazione.
Raccolse le sue cose con gesti isterici
mentre i suoi passi rigidi e veloci sprofondavano nella sabbia; le chiesi di
aspettarmi ma lei continuò facendo emergere dalla sua bocca parole prive di
senso.
Disse:che ancora una volta ero stato
egoista e che in tutti questi anni non’ero cambiato affatto;disse, che se non
fosse stato per lei io a quest’ora credevo ancora che Vitos fosse solo un nome
spagnolo;il modo di cercare il piacere nelle piccole cose era grottesco e da
perdenti;non riusciva a capire perché i miei gesti nei suoi confronti non erano
mai come avrebbe voluto lei; che quel mio adagiarsi sulla coppia aveva reso il
tempo passivo e noioso e il fatto che, non fossi attratto dal suo mondo rendeva
tutto più difficile.
Io e Giulia litigavamo spesso,quasi sempre
per futili motivi; ma in dieci anni quelle parole non le avevo mai sentite.
L' avvicinai cercando di recuperare quella
serenità che stava degenerando insieme a lei.
Con voce tenera le dissi che forse mi ero lasciato prendere ancora
una volta dal suo fascino, che magari di quella cosa ne avremmo potuto parlare
un’altra volta; con più tranquillità, forse tra qualche anno senza nessun
problema.
A quel punto lei iniziò a piangere e tra
le lacrime lasciò dire al suo cuore che un altro anno non ci sarebbe stato.
Rimasi a guardarla mentre si asciugava il
pianto sciolto nel trucco in attesa che le dicessi qualcosa; ma non ebbi la
forza. Quella che avevo davanti era una Giulia che non avevo mai conosciuto e
che io nonostante tutto amavo ancora.
Mi voltò le spalle,e nel farlo,lasciò che
i nostri sguardi si incrociassero per l’ultima volta per poi allontanarsi da me.
Nei giorni a venire continuai a pormi
mille domande sul perché di quella sera, quando bastava che mi dicesse
semplicemente“parliamone”;tutto qua. Avremmo continuato la nostra serata in
perfetta armonia senza arrivare a questo. Lasciarmi.
Nel corso degli anni rimasi solo mentre di
lei non seppi più nulla.
Quella solitudine non voluta che mi regalò
gratuitamente Giulia me la portai dentro per molto tempo fino a quando una sera
d’estate per puro caso mi ritrovai da Vitos "lo spagnolo".
Erano circa le sette di sera e il
sole, come sempre,batteva in silenzio la ritirata varcando le colline di
Agropoli.
Gli ultimi raggi rimasti riflettevano deboli sul mare creando una scia luminosa che il vento, ad ogni sua
folata, spingeva oltre il bagnasciuga mentre i bagnanti ormai, saturi di creme e
sale ripiegavano stanchi i loro teli colorati lasciando sulla sabbia i
segni di un’altra giornata, che stava appena finendo.
Tra quei bagnati rividi finalmente Giulia
mentre ripiegava il suo telo con dentro la sua vita satura di kaos certo e non
si accorse che insieme al sole quel giorno tramontò anche lei dalla mia vita
lasciando sulla sabbia i segni di quell'amore senza aspettativa che avrei
voluto donarle.
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