I personaggi e i fatti contenuti in questo blog purtroppo esistono realmente.

Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

martedì 26 febbraio 2013

Alabama circus

Quando eravamo bambini mi ricordo che ogni volta che arrivava il circo per noi era una festa. Il corso del paese veniva invaso da una parata di giocolieri che distribuivano biglietti gratis per tutti  i bambini, mentre una voce squillante al megafono strillava;Venghino venghino signori e signore il più grande circo del mondo che non avete mai visto prima!! Venghino venghino.Era il delirio, il solo pensiero di poter vedere dal vivo le tigri e i leoni, i trapezisti e la donna cannone  per noi era il massimo della felicità,per noi tutto questo aveva un nome.Alabama Circus.
L'Alabama Circus non era un circo qualunque.Era il circo. La notte arrivavano questi enormi camion in fila indiana che si coordinavano nell'area grande del paese, poi a seguire un'altra fila composta da lussuosi camper, dove dentro c'erano tutti gli artisti del circo,ed in fine arrivavano le gabbie con tutti gli animali,Io ed i miei amici passavamo l'intera giornata  nascosti dietro ai bidoni della spazzatura a sbirciare le nostre star che provavano i loro numeri,Marco era un fan dei fratelli Kasacioc gli angeli del trampolino, diceva sempre che gli sarebbe piaciuto avere il fisico da trampoliere, Pino invece amava da morire Kostant,il domatore di leoni,conosceva a memoria tutte le sue tecniche, il suo sogno era di infilare per una volta la testa nella bocca del re della foresta, poi c'era Pasqualino che adorava le sorelle Bacarat le maestre del salto mortale invece io, io ero attratto fortemente dai Clowns, me ne piaceva uno in particolare. Marzio.
Marzio era un clown speciale, un grande artista, indossava una giacca a quadri rossa e nera con dei pantaloni grigio scuro  larghissimi, ma a colpirmi di più erano le sue scarpe bianche e lunghe, con la punta rotonda nera. Di Marzio il clown  conoscevo tutte le sue battute a memoria ogni volta che entrava in scena diceva sempre << Perchè ridete? ho mica la faccia del pagliaccio?>> Ed iniziava con i suoi scatch, come la finta caduta ,la corsa con le braghe calate, per non parlare del numero del fiore,fantastico! In pratica ti faceva annusare il fiore che aveva nell'occhiello della sua giacca e non appena avvicinavi il naso ti spruzzava l'acqua negli occhi. Si moriva dal ridere.
Mentre continuavamo a scambiarci pareri tra di noi il tendone dell'Alabama Circus si issò maestoso davanti ai nostri occhi, mancavano ormai poche ore all'inizio del primo spettacolo,Marco e Pasqualino corsero subito a casa a cambiarsi,Pino dalla maestosità di quella tenda si cagò sotto,  io invece,decisi di rimanere ad aspettare  che facesse buio, in modo da intrufolarmi per potermi accaparrare il posto in prima fila.
Pino bloccato dietro al bidone della spazzatura mi fa << Tu che fai allora?>> ed io <<  Rimango qui,e appena tutti gli addetti  si vanno a cambiare  mi imbuco,tu invece che fai?>> Pino con aria triste << Io penso di andare a casa a cambiarmi la mutanda perchè se entro così il circo stasera fa tre paganti>> Ok! <<Allora ci vediamo più tardi , se vedi Marco e Pasqualino digli che sto in prima fila attaccato alla pista>>
Pino strinse le gambe e a piccoli passi si diresse verso casa, mentre io a quattro zampe iniziai a guadagnare terreno.
Arrivai davanti all'ingresso dell'Alabama senza farmi scoprire,lanciai un paio di occhiate per controllare se qualcuno mi avesse visto e in un batti baleno mi catapultai dentro  la platea di panche, puntai a testa bassa il primo posto e una volta raggiunto mi ci infilai sotto.
Mentre aspettavo con ansia l'inizio dello spettacolo sento arrivare qualcuno alle mie spalle,poi sentii la puzza e capii. Era Pino.<<Che ci fai tu qui? Non eri andato a casa a cambiarti?>> E lui quasi mortificato<< Avevo paura di lasciarti solo, ho pensato che se ti avessero scoperto ti avrebbero buttato in pasto ai leoni>> Va bene amico mio.Risposi.  Ora infilati sotto la panca e aspetta in silenzio il mio segnale e controlla se arrivano gli altri due.Era passata circa un ora e io e Pino sotto la panca iniziavamo ad annoiarci, iniziavo veramente a credere alla storia dei tre paganti,  ma alle fine decisi di  ammazzare il tempo giocando a sasso carta e forbice, ma un rumore di trombe ruppe l'attesa. Il circo aveva appena  aperto al pubblico.
La folla si precipitò per raggiungere il posto migliore, tra urla di entusiasmo e spingi spingi,il rumore dei  passi su quelle tavole di legno ci sembrava un esercito in guerra. Guardai Pino e dissi <<Pino al mio tre! Pronto>> E Pino << Diciamo!?>>  Ora! E ci sedemmo tra le persone in prima fila come due perfetti illusionisti. Pino stava un po' scomodo, di fondo l'aveva voluto lui.Mi voltai verso la platea e tra venditori di bibite e patatine vidi Marco e Pasqualino. <<Oh Pino hai visto? Sono arrivati anche quei due.>> ma Pino non mi rispose. Era impegnato a mangiare di nascosto lo zucchero filato della bambina seduta accanto a lui,
Ma ecco che appare al centro della pista il presentatore con un grosso cappello a cilindro e un frack nero, dall'alto si cala il microfono  e con un forte benvenuto rompe l'attesa.Il pubblico inizia ad applaudire facendo esplodere tra le mani piogge di pop corn, Lo spettacolo prende il via con un dinamismo da paura. Entrano subito i fratelli Kasacioc  con giravolte da paura, tra la folla io e Pino udimmo la voce di Marco << Siete i migliori!!! Braviiii!!>> Poi fu subito la volta  delle sorelle Bacarat, e  l'occhio cadde subito su Pasqualino che a bocca aperta,assisteva al famoso salto mortale.Una doppia capriola carpiata all'indietro  Bellissimo. E una volta atterrate  Pasqualino si lasciò andare << Vi amo!!! Portatemi con voiiiii!!!!>>Suoni di trombe e scimmie giocoliere davano spazio ai nani per il montaggio delle gabbie. Era la volta di Kostant.
Pino mi poggia una mano sulla gamba e mi fa<< Ti prego dimmi che non è lui, ti prego,dimmelo>> Ed io << Pino è lui in carne ed ossa>> Pino rimase immobile e tremava dall'emozione << Ti giuro che stavolta lo faccio>> Ed io<< Stavolta cosa Pino?>> E lui << Infilerò la testa nel bocca del leone>> Ma sei pazzo. Risposi.<<Guarda che è pericoloso, non fare lo scemo>> Pino sembrava convinto.Entrarono in scena i leoni belli e maestosi accompagnati dalle loro leonesse,  una musica tribale in sottofondo dava l'idea di stare nella savana,poi un imponente suono di frusta fece sedere le belve. Il presentatore lo annunciò <<Signori ed ecco a voi il domatore dei re. Kostant.>> Con i suoi movimenti di frusta raffinati faceva fare ai felini quello che voleva lui. Una frustata tutti in piedi, due frustate tutti seduti, tre frustate salto nel cerchio, poi numero finale.La testa nella bocca.<< Chi di voi ha il coraggio di fare quello che ho fatto io?>> Pino stupefatto iniziò ad impallidirsi ed io << Pino non fare cazzate>> Mentre Kostant insisteva << Allora? chi di voi se la sente alzi la mano>> non so se fu istinto ma Pino alzò la mano.Bene! Esclamò Kostant, <<Abbiamo un bimbo coraggioso, fategli un applauso!forza allora che aspetti? Entra pure nella gabbia>> La folla stupita incoraggiò Pino con un caloroso applauso, arrivarono due subrette  che lo accompagnarono verso la gabbia Io cercai di trattenerlo ma lui mi disse solo una parola << Addio.>>.
Mi girai verso Marco e Pasqualino, e li vidi  molto preoccupati.Marco mi fece segno di andarlo a prendere ma io sapevo che a Pino non avrebbe fatto piacere. Quello era il suo sogno e quell'istante era il suo momento.
Kostant fece accomodare Pino nella gabbia, poi con la frusta invitò il leone a sedersi di fronte a lui, in quel momento l'unico rumore erano le patatine che si sbriciolavano in bocca. Kostant  si rivolse verso il mio amico e gli chiese<< Come ti chiami bel bambino coraggioso>> E lui << Mi chiamo Pino>> Bene Pino se sicuro di volerlo fare?>> E Pino<< Sicurissimo>>E allora tutta la platea iniziò a supportare Pino. Kostant  con un 'altro segnale fece spalancare la bocca al leone,poi guardò Pino e Disse<< Ora!>> Quel gran figlio di P... non se lo fece ripetere neanche due volte che subito si infilò la testa dentro quelle  fauci piene di denti affilati.Lo stupore della folla fu immenso Pino ormai eccitato chiese  a Kostant di poter ripetere il numero ma il leone all'improvviso fece una cosa strana. Scappò via impaurito lasciando di stucco Kostant..La belva si era accorto dell'imprevisto di Pino che fortunatamente ritornò tra di noi sano e salvo. Era diventato incontenibile, continuava a ripetermi << Non puoi capire non puoi capire non puoi capire>> e andò avanti per una buona mezz'ora.
Applausi a non finire e Kostant esce di scena facendosi strada tra i suoi felini . Una piccola pausa ci diede il tempo di recuperare  le energie sprecate per il numero di Pino mentre i nani nel frattempo avevano smontato tutte le gabbie. Rimanemmo al buio totale per un po'. Ad un tratto un occhio di bue si accese,illuminando delle lunghe scarpe bianche con la punta nera. Era lui. Marzio il clown.
Solo a vederlo faceva ridere, perché si era messo un naso rosso più grande del solito,con la sua camminata buffa da pinguino  raggiunse il centro della pista e iniziò lo spettacolo con la solita battuta,  tutti giù a ridere come i dannati, alcuni bambini in prima fila cercavano di toccarlo con le mani mentre lui con la sua ironia diceva << A cuccia belli a cuccia!>> poi fu la volta della finta caduta, e della corsa con le braghe calate,anche se ripetuti quei numeri avevano il suo fascino,Marzio riusciva a dare realtà alle cose finte.poi prese il famoso fiore lo annusò mimando il piacere del profumo, lo mise nell'occhiello della sua giacca a quadri e si avvicinò a noi in prima fila,io conoscevo già quel numero ma avevo voglia di sperimentarlo in prima persona,volevo guardare negli occhi Marzio, volevo andare oltre la maschera per capire.il trucco fino a che punto riesce a nasconderti. Marzio fece annusare il fiore a due bambini accanto a me; ma non fece nulla, i due marmocchi non avevano capito nulla,continuavano a cercare quel  profumo che non esisteva,poi si avvicinò a me e mi fece segno di annusare,ed io come un finto tonto appoggiai il naso sul fiore e Marzio mi svuotò in faccia tutta l'acqua che aveva nascosta all'interno della giacca. Sentii subito la voce dei due miei amici << Scemo Scemo>>Pino mi passò un fazzoletto e mi fa<< Tieni asciugati coglione, se lo conoscevi già sto numero perchè ti sei fatto fregare?>> Ed io<< Lo so,ma volevo vedere una cosa>> e lui,<< Si? e che cosa volevi vedere se odorava veramente?>>  Non diedi adito alle parole di  Pino e continuai ad asciugarmi il viso, mentre  Marzio con la sua camminata buffa usciva di scena tra gli applausi.Seguirono altri numeri con altri artisti, altre gabbie e altri scatch con altri applausi fino a quando il circo non  tiro giù il sipario.La platea si svuotò,Io e Pino decidemmo di uscire per ultimi, facemmo segno a Marco e Pasqualino di raggiungerci e rimanemmo tutti e quattro insieme fino a che L'Alabama non si svuotasse del tutto.Restammo insieme a commentare il numero di Pino,Marco se lo abbracciava continuamente controllando che fosse tutto intero,Pasqualino invece saltava tra una panca e l'altra imitando le sorelle Bacarat << Guardate il mio salto mortale>> E Pino tra le braccia di Marco << Pasqualino vedi di romperti la testa così il salto è mortale veramente>> Mentre loro continuavano a scherzare io raggiunsi il posto più alto della platea,volevo guardare la pista dall'alto. Ma dove vai? Mi chiese Pino,<< Ragazzi andate pure se volete,io resto ancora un po'>> risposi,e Pino << Ma così ti chiuderanno dentro>> Ed io << Non temete so come uscire>> E Pino preoccupato << Stai attento ai leoni>> Tranquillo, ci vediamo domani.
Ero rimasto a guardare la pista ormai vuota. Tra gli spalti c'era un signore che spazzava le panche dai rifiuti della serata, man mano che spazzava si avvicinava verso di me. Io feci finta di niente ma lui mi spiazzò dicendomi<< La mamma si è dimenticata di te?>> Io un po' imbarazzato risposi<< Non si preoccupi, sta arrivando>> Lui posò la scopa e si sedette accanto a me, era un signore sulla cinquantina, aveva pochi capelli e molte rughe. continuai a guardare la pista vuota e lui accanto a me pure, poi rivolgendomi di nuovo la parola mi fa.<< Dimmi un po',cosa ci trovi di bello nel guardare la pista vuota>> Ed io<< In realtà non sto guardando la pista vuota, ma sto pensando a quello che ho visto oggi>> E lui << E sentiamo, cosa hai visto di così importante oggi?>> Ed io << Il numero di Marzio il Clown>>  <<Ah! >> Rispose <<E cosa ha fatto di così importante un semplice clown per lasciarti così pensieroso>>  Sentendo la parola semplice mi stizzii e risposi << Marzio secondo me non e semplice come dici tu>> E perché? Mi fa lui, <<Perché quando si è avvicinato a me per farmi annusare il fiore io l'ho guardato negli occhi,dietro quella maschera di cerone ho intravisto la sua tristezza, e secondo me lui se ne accorto,per questo mi ha spruzzato tutta l'acqua che aveva. Ne sono convinto>> E lui con tono pacato << Vedi figliolo, mascherare la tristezza è un arte, e in questo i clown lo sanno fare benissimo.Tu oggi non hai fatto altro che smascherare un clown senza toglierci la maschera, e lui non ha fatto altro che difendere la sua virtù>> Quelle parole diedero conferma a quello che avevo intuito e, mosso dalla curiosità domandai << Chissà cosa rendeva Marzio così triste>>  E lui << Marzio lavora in questo circo da quando era bambino,più o meno come te, aveva una fidanzata bellissima, lui l'amava più della sua arte, ma lei non ha mai assistito a un suo spettacolo,della sua vita da circo non voleva saperne.Ancora oggi Marzio spera di poterla vedere tra il pubblico ad assistere a uno dei suoi numeri>> Ed io << Secondo te oggi tra il pubblico c'era la fidanzata>> E lui.<<Neanche oggi e venuta>>. 

Quell'uomo seduto accanto a me era Marzio, lo capii da quelle ultime parole che uscirono malinconiche dalla sua bocca, Ancora oggi in ogni parte del mondo L'Alabama circus offre i suoi spettacoli  e ancora oggi Marzio colma la sua malinconia con il sorriso del suo pubblico.






Francesco Pollio






.

lunedì 25 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 2013

Strane scoperte

Questa notte sono entrati dei ladri gay in casa  e invece di derubarmi hanno cambiato la predisposizione dei mobili.

mercoledì 20 febbraio 2013

Compito in classe

Oggi sono entrato in classe con cinque minuti di ritardo a causa di Ruggiero che non trovava la penna rossa per il compito di italiano, siamo rimasti nelle scale a cercare tra portapenne e tasche interne mentre la campanella suonava interrottamente,alla fine Ruggiero la teneva in tasca. Abbiamo cercato di recuperare tempo salendo le scale a  quattro gradini alla volta e arrivati in classe col fiatone la maestra ci ha subito fulminati con uno sguardo malefico.Noi piegati dalle scale e dalla sottomissione della nostra insegnante ci siamo seduti ai nostri posti senza dire niente,perchè avevamo il fiatone. Una volta sistemato con cura il foglio protocollo e le penne vedo Ruggiero con il pantalone sporco d'inchiostro rosso << Ruggiero ma che hai fatto ai pantaloni? >> gli chiede Parisi il secchione della classe,Ruggiero si accorge del disastro e dice << Cavolo, mi sono seduto con la penna in tasca,noooo>> e tutti a ridere  mentre Il povero Ruggiero in lacrime cercava di limitare i danni, Allora?  Esclama la maestra, << Cos'e questo vociare? Facciamo silenzio! Allora siete tutti presenti?>> E noi tuti in coro << Siiii!!!>> E lei<< Allora e inutile fare l'appello,  guadagniamo tempo>> poi prende il gesso recandosi verso la lavagna  e dice << Il compito di oggi sara' un compito diverso da quelli precedenti>> E Ruggiero << Maestra posso andare in bagno>> Zitto e seduto risponde con tono secco la maestra,<< In Bagno ci vai quando lo dico io>> Parisi invece esclama << Che bello maestra finalmente qualcosa di diverso>> E la maestra << Parisi! Dietro la lavagna subito>>  E Parisi <<Subito maestra>> Gargiulo la bambina più silenziosa della classe dice sotto voce<< Oltre a secchione pure lecca culo>> E tutti a sghignazzare sotto i baffi, Nel frattempo Micosi e Paturzo  i due inseparabili della terza fila stavano preparando con la Bic una cerbottana con pallini di carta stagnola pronta per essere usata contro Parisi,
<<Bene bambini>>,  riprese la maestra << Come vi stavo dicendo il compito di oggi sarà l'a? L'a?>> Ed io <<L'America?>> No e L'a? L'a? E Ruggiero << La penna rossa>> e lei << Ruggiero vai fuori!! Su forza ragazzi è facile è L'a? L'a?  E Parisi sbuca da dietro alla lavagna e fa << L'aereoplanino?>> Fu subito abbattuto da i due cecchini Micosi e Paturzo. Insomma bambini,  Ci dice la maestra mentre sta scrivendo alla lavagna, <<Il compito di oggi e l'attesa, sapete cos'è l'attesa?>> E noi tutti << Nooo>> Bene allora Scrivete sul vostro bel foglietto .Avete un'ora di tempo a partire da adesso.Ci siamo messi tutti buoni in silenzio a scrivere,poi è arrivato il suono della campanella e la maestra ci ha  detto<< Poggiate la penna sul banco, e mettete le mani sotto al banco.>> Parisi e uscito da dietro alla lavagna con le mani sporche di gesso e ha detto<< Maestra anche io ho finito,le mani dove le metto>> E la maestra<< Parisi in faccia te le devi mettere>> E Micosi lo centra in pieno volto con un proiettile di carta stagna, Gargiulo senza farsi notare continuava a scrivere ma la maestra poi se ne accorta e glie lo ha fatto rifare in inglese.
a quel punto la maestra ci ha detto
<<Allora vediamo un po' cosa avete scritto, sono proprio curiosa di leggere il vostro compito,forza  appoggiatelo pure sulla cattedra e andate a fare merenda>> Tutti in fila abbiamo appoggiato il compito dove aveva detto la maestra, tranne Parisi che l'ha fatto sulla lavagna,poi siamo andati tutti nell'atrio ad aspettare il voto della maestra,
Dopo circa due ore di ricreazione la maestra ci ha fatto entrare in classe e ci ha letto quello che abbiamo scritto.
Scarpati Carolina, << Presente>>  ha risposto Carolina.<<Allora Scarpati>> Dice la maestra << Per te l'attesa e tempo perso>> Si. Signora maestra. risponde Carolina. Bene! tre. 
Calderone Gustavo << Presente>> Per te l'attesa e la sala d'attesa vero? <<Si>> Bravo allora due meno:
Gargiulo Maria << Presente>> Per te l'attesa e aspettare un bambino? << Si signora maestra>> Acuta.Quattro più.
Parisi Gaetano << Sempre presente signora maestra divina>> E anche lì Micosi non lo risparmia. Allora per te l'attesa e aspettare l'autobus vero? << Si vostra maestrà specialmente se è puntuale>> Bravo così mi piaci Quattro.
Ruggiero Raffaele << Presente>> Allora per te cos'è l'attesa? Dillo a voce che questa scrittura per me e arabo. << Signora maestra per me l'attesa e quando mia mamma mi aspetta a casa e vede che ho sporcato il pantalone nuovo e mi scassa di mazzate>> Bene Ruggiero. Due meno due. Allora Ruggiero ha chiesto alla maestra<< Ma due meno due fa zero>> E la maestra<< Bravo vedo che in matematica te la cavi.Allora zero spaccato>> 
La maestra ha continuato a chiamare tutti i miei amici e ha fatto una strage,poi ecco che ha chiamato anche me.
Pollio Francesco.<<Presente>>  Allora Francesco Mi ha detto la maestra<< Ti ho chiamato per ultimo perchè ho trovato interessante quello che hai scritto,e lo voglio fare ascoltare a tutti i tuoi compagni di classe>> Prego maestra faccia pure le ho detto
La maestra ha fatto sedere tutti i miei amici mentre io sono rimasto in piedi accanto a lei, Mi ha guardato,poi ha fulminato con lo sguardo tutti i miei amici per farli stare zitti ed ha letto il mio compito.

Tema: Che cos'è per me l'attesa

"L'attesa e qualcosa che non esiste, L'attesa è un tempo morto tra una domanda e una risposta, l'attesa non ha tempo, piu' si attende e più si metabolizza cio' che si sta aspettando,l'attesa non si cura, si vince continuando ad aspettare in silenzio ciò che si desidera davvero, l'attesa e ovunque, quando attraversi attendi, quando chiami l'ascensore attendi,quando vai dal dottore chiedi chi è l'ultimo perché devi attendere,dal salumiere attendi, quando sei al telefono attendi, Se poi notate  l'attesa si mimetizza sotto altre forme come in : aspetta,dopo,più tardi,un momento, dammi un minuto, poi ne parliamo,non lo so, ci devo pensare. Io personalmente credo nell'attesa, perche' penso che se aspetti qualcosa con il cuore vuol dire che prima o poi arriverà."

I miei compagni sono rimasti ammutoliti, la maestra emozionata ha dimenticato di mettermi il voto, e quando sono tornato a casa il mio papà mi ha scassato di mazzate perche' non mi ha creduto quando gli ho detto che la maestra se n' era dimenticata.







Leggera contraddizione

Che strano tipo il rapper, prima canta << Ammaza la vecchietta spara alla tua mamma fatti uno spinello dai fuoco alla tua casa>> e poi quando vincono il Grammy  ringraziano Dio. 

martedì 19 febbraio 2013

Una notte a Nizza

Lo Sticazz di Nizza e un locale avanti,molto avanti. Viene frequentato solo ed esclusivamente da very important peapole. Se vuoi ballare allo Sticazz devi essere raccomandato o essere amico del proprietario altrimenti...Non entri. Io una volta grazie ad un mio amico che era nipote del cugino che aveva un amico nel guardaroba riuscii ad avere l'invito per una one nigth del noto disc jokey  Red Pavia, non vi dico,uno dei miei preferiti. Arrivai al'ingresso del locale vestito in giacca e cravatta perchè allo Sticazz se non hai la giacca e la cravatta.....Non entri,il buttafuori  mi chiese l'invito ed io aprii il mio I Pad quttro e gli mostrai l'invito,perche' lo Sticazz è avanti, sarebbe poco elegante usare un semplice biglietto, difatti l'invito ti viene inviato tramite posta elettronica dove in allegato trovi un videocon l'anteprima del tema della serata e alla fine del video appare il tuo nome, il video dura circa due minuti, pensate che quella sera all'ingresso eravamo in novecento,e il buttafuori da vero professionista li controllo' tutti, la serata iniziò alle cinque del mattino,ma ne valse veramente la pena.
Appena varcata la soglia d'ingresso venni ricevuto da tre elegantissime ragazze travestite da struzzo, la prima mi indico' il tavolo, la seconda mi prese la giacca,e la terza volle vedere di nuovo l'invito e alla fine mi prese l'I Pad. Ed io le chiesi << Scusi ma dopo me lo ridà vero?>> E lei  con un elegante sorriso rispose << Sticazz>>.Che bello pensai,rispondono anche a tema. Una volta lasciate le tre struzzette  rapito dalla curiosità  mi diedi subito all'esplorazione del locale.Lo Sticazz all'interno era dotato di sei bar solo  alcolici, quattro bar solo analcolici, due bar solo caffè, e uno solo  per fare lo splendido con la barista,  Totale tredici bar poi, arredamento in stile afrogoticdumonde, un misto di legno e oro con tappezzeria animalieur, bicchieri in cristallo auto illuminanti, a che serviranno mai mi chiesi, poi, impianto audio di ottomilaseicento e rotti watt, con rischio sismico, per non parlare poi dei bagni, quelli per l'uomo dotati di tazza  in oro bianco,copri tazza in carbonio, con il tutor che ti aiutava a non farla fuori, e un addetto allo scarico, mentre i bagni per le donne erano dotati di doccia, asciuga capelli, tre parrucchieri di Jean Louis David, due truccatori, e una saletta per l'inciucio.Ero rimasto a bocca aperta, un eleganza così non l'avevo mai vista prima all'improvviso un boato, il vocalist invita tutti a prendere posto perchè lo show stava per iniziare, allora parte  il fuggi fuggi per accaparrarsi il posto migliore per poter vedere Red Pavia in azione, Riesco a raggiungere il mio tavolo tra botti e schiamazzi e una volta seduto una addetta ai tavoli mi porta un calice di champagne e mi sussurra qualcosa nell'orecchio ma io riesco solo a percepire attention monsieur, ma non gli do retta,ma ecco che ad un tratto si spengono le luci e dentro di me penso a tutta la strada che ho fatto per venire fin qui. impugnai il calice di champagne e lo buttai giù  in un sorso solo.Wow! Pero' esclamai. Il vocalist a quel punto invito'tutti ad accogliere  l'ingresso di Red Pavia con un grande brindisi allora tutti in piedi nel buio totale a gridare Pavia! Pavia! 
Il dj entrò con le mani alzate verso di noi, delirio totale in quel buio emozionante l'unico bicchiere acceso era il mio,la folla scalpitava ma ad un tratto Red Pavia mi guardo',poi fece un cenno al buttafuori, e in un batter d'ali fui circondato da tre gorilla che mi sbatterono fuori dallo Sticazz.
Io cercai  subito spiegazioni ma non ci fu niente da fare,i gorilla non ne volevano sapere continuavano a ripetere  Nes  pas possibile d'entrer dans le Sticazz . Ed io <<parce que?>> (perché) e loro <<l'Sticazz ne pas boire avant le DJ commence à jouer, il n'est pas acceptable>>.

Feci mente locale e mi ricordai cosa voleva dirmi quell'addetta ai tavoli quando mi portò da bere.
in pratica voleva avvisarmi che  se avessi bevuto prima dell'inizio dello spettacolo sarei stato sbattuto fuori. 
Ecco a che servivano quei bicchieri auto illuminanti. E STICAZZ!!!

lunedì 18 febbraio 2013

Basta mamma

Mamma non mi devi trattare come un bambino. Ti ricordo che ho quarantadue anni,una moglie e tre figli ,
Bravo a mamma, ora metti tutto a posto e vieni a tavola.

Ballate pure se volete

I Follow rivers.
Buon ascolto...................................................


mercoledì 13 febbraio 2013

My dad

Pronto? Prontooo? Prontoo?  Ma porca puttana  non si sente niente. Pronto? Chi è che parla? Dopo cinque minuti... Pronto? Prontooo? Bastardo di merda se scopro chi sei ti spacco il culo hai capito? Smettila di fare questi stupidi scherzi che qui abbiamo da lavorare. Imbecille. Dopo altri cinque minuti...Pronto? Pronto? Ancora tu stronzo! Lo sai che stai scherzando col fuoco? ma giuro che se ti acchiappo !? Dopo cinque minuti....il telefono squilla ancora  e mio padre mi fa << France' rispondi tu per piacere,altrimenti a questo lo ammazzo.>> Ed io << Scusa Pa' ma chi è?>> E lui << Un certo sveglia>>.

Maledetto Cupido.

"Se avessi avuto il tempo di poter guardare meglio,se avessi avuto la lucidità di riflettere in quell'istante, se i miei occhi non fossero stati i tuoi occhi e il tuo cuore non fosse stato il mio oggi la mia anima starebbe meglio".

L'amore è una cosa dannatamente meravigliosa, l'amore e stronzo, l'amore ti toglie il sonno,l'amore mette da parte quello che sei veramente e parla al posto tuo senza nascondersi,magari tu sei lì che hai preparato un discorso,o ti sei mascherato da orgoglioso del cazzo,o meglio vuoi fare il tipo figo, ma purtroppo non e così. Quando sei davanti alla persona che ami succede che le tue pulsazioni  aumentano e la tua bocca si blocca mentre gli occhi iniziano a diventare lucidi. Ecco che in quel preciso istante affievoliscono i ricordi che spianano la strada alla conversazione dei due cuori.
Ma io, ma tu, ma potevamo, se avessimo se tu fossi quando io ti dissi e quando tu dicesti. Balle!E il classico gioco di verbi che avviene come una sorta di riscaldamento, l'amore sta solo prendendo le misure giuste, per dare spazio alla chimica  che mette a tempo i battiti,oltrepassando l'anima come una tela di Fontana.

Ho capito una cosa importante oggi. Ho capito che tutte le storie d'amore possono avere un lieto fine o finire,ho capito che l'amore ti tatua il cuore ed  ho capito anche che solo chi ami davvero può cancellarlo. 


Dedicato a tutte le persone innamorate, e a quelle che stanno per innamorarsi.


Francesco Pollio







martedì 12 febbraio 2013

Where is SteffY

Era una notte di Novembre, la piazza era ormai vuota e a disturbare quella leggera quiete era il rumore di una lattina vuota che rotolava soffiata dal vento,Steffy era appoggiato al bancone del bar a bersi l'ultimo gin tonic, Io Iaga  contrattavamo col barman  il prezzo di un Martini,il barman chiedeva cinque euro mentre Iaga glie ne voleva dare soltanto due, era convinta che il barman volesse speculare su di noi.
Dallo specchio del bancone intravedo Steffy  barcollare, l'ultimo gin tonic gli stava dando il colpo di grazia, <<Hey Steffy non pensi di aver esagerato stasera?>> esclamai continuando a guardarlo attraverso lo specchio. << Tranquillo amico, questo e il decimo e ultimo>>  disse singhiozzando. Nel frattempo  Iaga era riuscita a sottrarre il Martini al barman per due euro, << Ma come hai fatto?>> Gli sussurrai all'orecchio, e lei << Glio ho detto che gli altri tre glie li porto domani>> << Non e vero?>>  rivolgendosi poi al barman, ad un tratto il rumore della lattina non si udì più, ma un lamento attirò la nostra attenzione, Io e Iaga ci guardammo e tutti e due pensammo subito che fosse Steffy,  ci girammo di scatto ma Steffy non c'era più.Mi voltai verso il barman per chiedergli se avesse visto il nostro amico e lui mi rispose << Quale amico?>> Quello che barcollava col gin tonic asserì Iaga preoccupata, e il barman ancora << Su ragazzi basta bere, posate quel martini e andatevene  che e tardi ed io devo chiudere>> <<Ma scusi>> Disse Iaga,<< le sembra il modo di rispondere? Il nostro amico era qui con noi, un attimo fa, e impossibile che sia scomparso così all'improvviso.>>Allora lui  <<Ma quale amico volete a quest'ora? >>Gridò incazzato<<,Mi avete rotto i coglioni , adesso chiamo la polizia se non ve ne andate subito>> Io feci un segno a Iaga di non rispondere,lei col capo annuì e mandò giù l'ultimo sorso di Martini , poi prese il bicchiere vuoto e lo tirò in faccia al barman centrandolo in pieno<< Tieni stronzo prepotente,se non trovi il mio amico i tre euro domani col cazzo che te li porto>> Il barman dolorante mi guardò in lacrime e disse << Ma la tua amica è pazza, portala via di qua subito>> Io presi Iaga e me la portai fuori con forza ma lei continuava a infierire contro quel povero cristo col naso fracassato. << Lasciami! Lasciami ho detto>> continuava a gridare,ci volle un po' per tirarla fuori da quel fottutissimo bar,ma appena arrivati sull'uscio entrò di colpo Steffy. << Cazzo Steffy ma dov'eri finito? Abbiamo sentito un lamento e pensavamo che ti fosse successo qualcosa,ci hai fatto spaventare.>> Iaga  lo abbracciò forte ed io << Guarda sta pazza come ha conciato il barman per colpa tua, ma dove cazzo eri finito>> Lui guardò il barman poi guardò Iaga e in fine guardò me,prese il bicchiere vuoto e lo tiro anche lui in faccia al barman prepotente che svenne sul colpo mentre Iaga gli urlò contro << Coglione hai visto che il nostro amico esisteva davvero?>>poi si avvicino a me e disse << Caro Frank  non sai che goduria pisciare da lontano dentro una lattina>>






domenica 10 febbraio 2013

Tra artisti

Disse Picasso << Salvador  ci vediamo domani passo Dali'>>
                       


                                                       





Tempi duri

Sono proprio tempi duri, il mercato delle auto e crollato, il lavoro e ormai un miraggio, il mercato immobiliare e ai minimi storici, e gli italiani non sanno cosa mettersi.

mercoledì 6 febbraio 2013

Anche No!

 A che serve assumere droga quando la vita di per se e già surreale? 

Votate

Faceva talmente freddo che ho visto per la prima volta un politico con le mani nelle sue tasche

Tanks to Le Cicale

domenica 3 febbraio 2013