I personaggi e i fatti contenuti in questo blog purtroppo esistono realmente.

Cerca nel blog

Visualizzazioni totali

martedì 26 febbraio 2013

Alabama circus

Quando eravamo bambini mi ricordo che ogni volta che arrivava il circo per noi era una festa. Il corso del paese veniva invaso da una parata di giocolieri che distribuivano biglietti gratis per tutti  i bambini, mentre una voce squillante al megafono strillava;Venghino venghino signori e signore il più grande circo del mondo che non avete mai visto prima!! Venghino venghino.Era il delirio, il solo pensiero di poter vedere dal vivo le tigri e i leoni, i trapezisti e la donna cannone  per noi era il massimo della felicità,per noi tutto questo aveva un nome.Alabama Circus.
L'Alabama Circus non era un circo qualunque.Era il circo. La notte arrivavano questi enormi camion in fila indiana che si coordinavano nell'area grande del paese, poi a seguire un'altra fila composta da lussuosi camper, dove dentro c'erano tutti gli artisti del circo,ed in fine arrivavano le gabbie con tutti gli animali,Io ed i miei amici passavamo l'intera giornata  nascosti dietro ai bidoni della spazzatura a sbirciare le nostre star che provavano i loro numeri,Marco era un fan dei fratelli Kasacioc gli angeli del trampolino, diceva sempre che gli sarebbe piaciuto avere il fisico da trampoliere, Pino invece amava da morire Kostant,il domatore di leoni,conosceva a memoria tutte le sue tecniche, il suo sogno era di infilare per una volta la testa nella bocca del re della foresta, poi c'era Pasqualino che adorava le sorelle Bacarat le maestre del salto mortale invece io, io ero attratto fortemente dai Clowns, me ne piaceva uno in particolare. Marzio.
Marzio era un clown speciale, un grande artista, indossava una giacca a quadri rossa e nera con dei pantaloni grigio scuro  larghissimi, ma a colpirmi di più erano le sue scarpe bianche e lunghe, con la punta rotonda nera. Di Marzio il clown  conoscevo tutte le sue battute a memoria ogni volta che entrava in scena diceva sempre << Perchè ridete? ho mica la faccia del pagliaccio?>> Ed iniziava con i suoi scatch, come la finta caduta ,la corsa con le braghe calate, per non parlare del numero del fiore,fantastico! In pratica ti faceva annusare il fiore che aveva nell'occhiello della sua giacca e non appena avvicinavi il naso ti spruzzava l'acqua negli occhi. Si moriva dal ridere.
Mentre continuavamo a scambiarci pareri tra di noi il tendone dell'Alabama Circus si issò maestoso davanti ai nostri occhi, mancavano ormai poche ore all'inizio del primo spettacolo,Marco e Pasqualino corsero subito a casa a cambiarsi,Pino dalla maestosità di quella tenda si cagò sotto,  io invece,decisi di rimanere ad aspettare  che facesse buio, in modo da intrufolarmi per potermi accaparrare il posto in prima fila.
Pino bloccato dietro al bidone della spazzatura mi fa << Tu che fai allora?>> ed io <<  Rimango qui,e appena tutti gli addetti  si vanno a cambiare  mi imbuco,tu invece che fai?>> Pino con aria triste << Io penso di andare a casa a cambiarmi la mutanda perchè se entro così il circo stasera fa tre paganti>> Ok! <<Allora ci vediamo più tardi , se vedi Marco e Pasqualino digli che sto in prima fila attaccato alla pista>>
Pino strinse le gambe e a piccoli passi si diresse verso casa, mentre io a quattro zampe iniziai a guadagnare terreno.
Arrivai davanti all'ingresso dell'Alabama senza farmi scoprire,lanciai un paio di occhiate per controllare se qualcuno mi avesse visto e in un batti baleno mi catapultai dentro  la platea di panche, puntai a testa bassa il primo posto e una volta raggiunto mi ci infilai sotto.
Mentre aspettavo con ansia l'inizio dello spettacolo sento arrivare qualcuno alle mie spalle,poi sentii la puzza e capii. Era Pino.<<Che ci fai tu qui? Non eri andato a casa a cambiarti?>> E lui quasi mortificato<< Avevo paura di lasciarti solo, ho pensato che se ti avessero scoperto ti avrebbero buttato in pasto ai leoni>> Va bene amico mio.Risposi.  Ora infilati sotto la panca e aspetta in silenzio il mio segnale e controlla se arrivano gli altri due.Era passata circa un ora e io e Pino sotto la panca iniziavamo ad annoiarci, iniziavo veramente a credere alla storia dei tre paganti,  ma alle fine decisi di  ammazzare il tempo giocando a sasso carta e forbice, ma un rumore di trombe ruppe l'attesa. Il circo aveva appena  aperto al pubblico.
La folla si precipitò per raggiungere il posto migliore, tra urla di entusiasmo e spingi spingi,il rumore dei  passi su quelle tavole di legno ci sembrava un esercito in guerra. Guardai Pino e dissi <<Pino al mio tre! Pronto>> E Pino << Diciamo!?>>  Ora! E ci sedemmo tra le persone in prima fila come due perfetti illusionisti. Pino stava un po' scomodo, di fondo l'aveva voluto lui.Mi voltai verso la platea e tra venditori di bibite e patatine vidi Marco e Pasqualino. <<Oh Pino hai visto? Sono arrivati anche quei due.>> ma Pino non mi rispose. Era impegnato a mangiare di nascosto lo zucchero filato della bambina seduta accanto a lui,
Ma ecco che appare al centro della pista il presentatore con un grosso cappello a cilindro e un frack nero, dall'alto si cala il microfono  e con un forte benvenuto rompe l'attesa.Il pubblico inizia ad applaudire facendo esplodere tra le mani piogge di pop corn, Lo spettacolo prende il via con un dinamismo da paura. Entrano subito i fratelli Kasacioc  con giravolte da paura, tra la folla io e Pino udimmo la voce di Marco << Siete i migliori!!! Braviiii!!>> Poi fu subito la volta  delle sorelle Bacarat, e  l'occhio cadde subito su Pasqualino che a bocca aperta,assisteva al famoso salto mortale.Una doppia capriola carpiata all'indietro  Bellissimo. E una volta atterrate  Pasqualino si lasciò andare << Vi amo!!! Portatemi con voiiiii!!!!>>Suoni di trombe e scimmie giocoliere davano spazio ai nani per il montaggio delle gabbie. Era la volta di Kostant.
Pino mi poggia una mano sulla gamba e mi fa<< Ti prego dimmi che non è lui, ti prego,dimmelo>> Ed io << Pino è lui in carne ed ossa>> Pino rimase immobile e tremava dall'emozione << Ti giuro che stavolta lo faccio>> Ed io<< Stavolta cosa Pino?>> E lui << Infilerò la testa nel bocca del leone>> Ma sei pazzo. Risposi.<<Guarda che è pericoloso, non fare lo scemo>> Pino sembrava convinto.Entrarono in scena i leoni belli e maestosi accompagnati dalle loro leonesse,  una musica tribale in sottofondo dava l'idea di stare nella savana,poi un imponente suono di frusta fece sedere le belve. Il presentatore lo annunciò <<Signori ed ecco a voi il domatore dei re. Kostant.>> Con i suoi movimenti di frusta raffinati faceva fare ai felini quello che voleva lui. Una frustata tutti in piedi, due frustate tutti seduti, tre frustate salto nel cerchio, poi numero finale.La testa nella bocca.<< Chi di voi ha il coraggio di fare quello che ho fatto io?>> Pino stupefatto iniziò ad impallidirsi ed io << Pino non fare cazzate>> Mentre Kostant insisteva << Allora? chi di voi se la sente alzi la mano>> non so se fu istinto ma Pino alzò la mano.Bene! Esclamò Kostant, <<Abbiamo un bimbo coraggioso, fategli un applauso!forza allora che aspetti? Entra pure nella gabbia>> La folla stupita incoraggiò Pino con un caloroso applauso, arrivarono due subrette  che lo accompagnarono verso la gabbia Io cercai di trattenerlo ma lui mi disse solo una parola << Addio.>>.
Mi girai verso Marco e Pasqualino, e li vidi  molto preoccupati.Marco mi fece segno di andarlo a prendere ma io sapevo che a Pino non avrebbe fatto piacere. Quello era il suo sogno e quell'istante era il suo momento.
Kostant fece accomodare Pino nella gabbia, poi con la frusta invitò il leone a sedersi di fronte a lui, in quel momento l'unico rumore erano le patatine che si sbriciolavano in bocca. Kostant  si rivolse verso il mio amico e gli chiese<< Come ti chiami bel bambino coraggioso>> E lui << Mi chiamo Pino>> Bene Pino se sicuro di volerlo fare?>> E Pino<< Sicurissimo>>E allora tutta la platea iniziò a supportare Pino. Kostant  con un 'altro segnale fece spalancare la bocca al leone,poi guardò Pino e Disse<< Ora!>> Quel gran figlio di P... non se lo fece ripetere neanche due volte che subito si infilò la testa dentro quelle  fauci piene di denti affilati.Lo stupore della folla fu immenso Pino ormai eccitato chiese  a Kostant di poter ripetere il numero ma il leone all'improvviso fece una cosa strana. Scappò via impaurito lasciando di stucco Kostant..La belva si era accorto dell'imprevisto di Pino che fortunatamente ritornò tra di noi sano e salvo. Era diventato incontenibile, continuava a ripetermi << Non puoi capire non puoi capire non puoi capire>> e andò avanti per una buona mezz'ora.
Applausi a non finire e Kostant esce di scena facendosi strada tra i suoi felini . Una piccola pausa ci diede il tempo di recuperare  le energie sprecate per il numero di Pino mentre i nani nel frattempo avevano smontato tutte le gabbie. Rimanemmo al buio totale per un po'. Ad un tratto un occhio di bue si accese,illuminando delle lunghe scarpe bianche con la punta nera. Era lui. Marzio il clown.
Solo a vederlo faceva ridere, perché si era messo un naso rosso più grande del solito,con la sua camminata buffa da pinguino  raggiunse il centro della pista e iniziò lo spettacolo con la solita battuta,  tutti giù a ridere come i dannati, alcuni bambini in prima fila cercavano di toccarlo con le mani mentre lui con la sua ironia diceva << A cuccia belli a cuccia!>> poi fu la volta della finta caduta, e della corsa con le braghe calate,anche se ripetuti quei numeri avevano il suo fascino,Marzio riusciva a dare realtà alle cose finte.poi prese il famoso fiore lo annusò mimando il piacere del profumo, lo mise nell'occhiello della sua giacca a quadri e si avvicinò a noi in prima fila,io conoscevo già quel numero ma avevo voglia di sperimentarlo in prima persona,volevo guardare negli occhi Marzio, volevo andare oltre la maschera per capire.il trucco fino a che punto riesce a nasconderti. Marzio fece annusare il fiore a due bambini accanto a me; ma non fece nulla, i due marmocchi non avevano capito nulla,continuavano a cercare quel  profumo che non esisteva,poi si avvicinò a me e mi fece segno di annusare,ed io come un finto tonto appoggiai il naso sul fiore e Marzio mi svuotò in faccia tutta l'acqua che aveva nascosta all'interno della giacca. Sentii subito la voce dei due miei amici << Scemo Scemo>>Pino mi passò un fazzoletto e mi fa<< Tieni asciugati coglione, se lo conoscevi già sto numero perchè ti sei fatto fregare?>> Ed io<< Lo so,ma volevo vedere una cosa>> e lui,<< Si? e che cosa volevi vedere se odorava veramente?>>  Non diedi adito alle parole di  Pino e continuai ad asciugarmi il viso, mentre  Marzio con la sua camminata buffa usciva di scena tra gli applausi.Seguirono altri numeri con altri artisti, altre gabbie e altri scatch con altri applausi fino a quando il circo non  tiro giù il sipario.La platea si svuotò,Io e Pino decidemmo di uscire per ultimi, facemmo segno a Marco e Pasqualino di raggiungerci e rimanemmo tutti e quattro insieme fino a che L'Alabama non si svuotasse del tutto.Restammo insieme a commentare il numero di Pino,Marco se lo abbracciava continuamente controllando che fosse tutto intero,Pasqualino invece saltava tra una panca e l'altra imitando le sorelle Bacarat << Guardate il mio salto mortale>> E Pino tra le braccia di Marco << Pasqualino vedi di romperti la testa così il salto è mortale veramente>> Mentre loro continuavano a scherzare io raggiunsi il posto più alto della platea,volevo guardare la pista dall'alto. Ma dove vai? Mi chiese Pino,<< Ragazzi andate pure se volete,io resto ancora un po'>> risposi,e Pino << Ma così ti chiuderanno dentro>> Ed io << Non temete so come uscire>> E Pino preoccupato << Stai attento ai leoni>> Tranquillo, ci vediamo domani.
Ero rimasto a guardare la pista ormai vuota. Tra gli spalti c'era un signore che spazzava le panche dai rifiuti della serata, man mano che spazzava si avvicinava verso di me. Io feci finta di niente ma lui mi spiazzò dicendomi<< La mamma si è dimenticata di te?>> Io un po' imbarazzato risposi<< Non si preoccupi, sta arrivando>> Lui posò la scopa e si sedette accanto a me, era un signore sulla cinquantina, aveva pochi capelli e molte rughe. continuai a guardare la pista vuota e lui accanto a me pure, poi rivolgendomi di nuovo la parola mi fa.<< Dimmi un po',cosa ci trovi di bello nel guardare la pista vuota>> Ed io<< In realtà non sto guardando la pista vuota, ma sto pensando a quello che ho visto oggi>> E lui << E sentiamo, cosa hai visto di così importante oggi?>> Ed io << Il numero di Marzio il Clown>>  <<Ah! >> Rispose <<E cosa ha fatto di così importante un semplice clown per lasciarti così pensieroso>>  Sentendo la parola semplice mi stizzii e risposi << Marzio secondo me non e semplice come dici tu>> E perché? Mi fa lui, <<Perché quando si è avvicinato a me per farmi annusare il fiore io l'ho guardato negli occhi,dietro quella maschera di cerone ho intravisto la sua tristezza, e secondo me lui se ne accorto,per questo mi ha spruzzato tutta l'acqua che aveva. Ne sono convinto>> E lui con tono pacato << Vedi figliolo, mascherare la tristezza è un arte, e in questo i clown lo sanno fare benissimo.Tu oggi non hai fatto altro che smascherare un clown senza toglierci la maschera, e lui non ha fatto altro che difendere la sua virtù>> Quelle parole diedero conferma a quello che avevo intuito e, mosso dalla curiosità domandai << Chissà cosa rendeva Marzio così triste>>  E lui << Marzio lavora in questo circo da quando era bambino,più o meno come te, aveva una fidanzata bellissima, lui l'amava più della sua arte, ma lei non ha mai assistito a un suo spettacolo,della sua vita da circo non voleva saperne.Ancora oggi Marzio spera di poterla vedere tra il pubblico ad assistere a uno dei suoi numeri>> Ed io << Secondo te oggi tra il pubblico c'era la fidanzata>> E lui.<<Neanche oggi e venuta>>. 

Quell'uomo seduto accanto a me era Marzio, lo capii da quelle ultime parole che uscirono malinconiche dalla sua bocca, Ancora oggi in ogni parte del mondo L'Alabama circus offre i suoi spettacoli  e ancora oggi Marzio colma la sua malinconia con il sorriso del suo pubblico.






Francesco Pollio






.

Nessun commento:

Posta un commento