Estate
Ormai
è state.
Il
caldo rapisce le persone.
Sono
di ritorno a casa
dopo
un'altra giornata
passata
a stuprarmi
nella
burocrazia della vita
Guardo
il telefono,
nessuna
chiamata,
ne
in arrivo,
ne
persa.
Nessun
messaggio.
Lo
rimetto in tasca e penso:
”sono
salvo”.
Prendo
una coca dal frigo,
ne
verso un po’ nel bicchiere e accendo la tele.
Niente
di che;
tutto
piatto.
Come
sempre.
Quattro
ragazzi che inseguono un sogno,
giudicati
da altri che non hanno sogni.
Poi
una telenovela,
poi
un film muto,
poi
un dibattito,
poi
una pubblicità.
Tutto
piatto.
Come
lo schermo,
come
sempre
Spengo
e inizio a scrivere.
Le
parole fanno fatica ad uscire,
non
scorrono.
Ci
sono sere che mi sento una fontana,
altre
una diga,
e
altre ancora un mare.
Ma
stasera mi sento secco.
Vuoto.
Dov’è
tutta quell’acqua che avevo dentro?
Non
ne ho.
Spremo,
schiaccio
sui tasti,
fumo
ancora,
niente.
Piatto.
Allora
spengo il pc e riaccendo la tele.
Uno
dei ragazzi ha raggiunto il proprio sogno,
quello
che prima era un dibattito
ora
è una rissa,
il
solito detersivo che rende bianca
la
vita,
e
il film muto continua a non dire niente.
Come
quello che ho appena scritto.
Ormai
è estate,
e
forse il caldo,
ha
rapito anche me.
Forse.
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