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sabato 18 maggio 2013

Il bimbo Gersio


Il bimbo Gersio



C’era una volta un bambino di nome Gersio che abitava in una casetta in riva al mare.
Gersio aveva una dote innata. Era intelligentissimo.
Appena nacque disse subito “Mamma!” poi vide il papà e disse subito “Soldi” . A due mesi già camminava mentre a tre iniziò a scrivere e al suo primo compleanno organizzò una festa a Porto Cervo.
I genitori oltre ad esserne fieri  cominciarono a preoccuparsi della precocità intellettuale che accresceva in Gersio così decisero di farlo visitare.
Fu portato dai migliori medici d’ Italia ma nessuno di loro fu capace di trovare una cura adatta per fermare quel fiume di materia grigia che scorreva in Gersio
Nel frattempo il fenomeno cresceva insieme alla sua potenza intellettuale sotto lo sguardo attento e disperato dei poveri genitori.
A cinque anni volle partecipare al concorso “Bimbo più bello d’Italia”  dove si classificò al primo posto aggiudicandosi una scorta di pannoloni per un anno e un lecca lecca di dieci metri gusto fragola, A sei si iscrisse alla Scala di Milano affiancando Roberto Bolle ne Il Lago dei Cigni, a sette divenne Anchorman al Tg 5  e a otto divenne il direttore.
Ma dopo tutto lui non era contento; voleva di più.
Così a nove anni si iscrisse agli Actor Studios  dove imparò un copione di duecento pagine a memoria in sole tre ore ottenendo il ruolo di bimbo protagonista nel film “Piccola Bestia” vincendo due oscar come miglior attore protagonista.
La premiazione fu commovente, quando Gersio ricevette le statuette disse” Una la dedico a me e l’altra la voglio dedicare sempre a me”: Applausi a non finire,l’altruismo del genio aveva colpito l’intero pubblico
Oltre all’intelligenza Gersio  era diventato il bambino più ricco del mondo.
Andava a scuola in Porsche  giocava a tennis solo con i campioni dell’ATP e la sera usciva in elicottero a fare piroette in aria con i fumi colorati
Presto divenne il divo di tutti i bambini, fiumi di lettere invadevano la sua stanza e i giornali non facevano altro che parlare di lui. Era amato da tutti e tutti lo volevano.
Mentre i genitori cominciavano ad avvistare l’orizzonte della depressione Gersio decise di andare a vivere da solo, Il padre disse “ Gersio ma hai solo nove anni” e lui come una quarantaquattro magnum rispose “ Che vorresti dire che non sono abbastanza grande per potermela cavare da solo?”  Il papà pur di non ostacolare il volere del figlio gli comprò un parco giochi con una casetta sull’albero ma lui non appena la vide disse” Papà e tu questa me la chiami villa? Non ha nemmeno lo spazio per il mio elicottero! E poi io la voglio a Miami.”
Il successo aveva rapito Gersio mentre  la depressione i suoi  poveri genitori,urgeva una soluzione al più presto.
Un bel giorno i genitori uscirono di casa e mentre camminavano per strada incontrarono una donna vestita di nero che li fermò chiedendogli “ Salve! voi e per caso siete…?” Il papà rassegnato rispose “Si siamo  i genitori di Gersio,vuole un autografo o preferisce farsi una foto?”
 Nessuna delle due. Rispose la donna. “Anzi mi presento, sono la Dottoressa Tramonto,mi occupo di fenomeni parabambini normali e sto seguendo il caso di vostro figlio da quando l’ho visto alla notte degli Oscar” La mamma di Gersio sentendo quelle parole si commosse e si aprì alla Dottoressa “ La prego mi dica che esiste una cura,io e mio marito siamo disperati non sappiamo più che fare, l’altro giorno ci ha detto che voleva andare a vivere da solo ma si rende conto? Ha nove anni!” La Dottoressa Tramonto appoggiandole una mano sulla spalla disse “ Non si preoccupi, adesso mi dica dov’è” Quando siamo usciti dormiva ancora”Rispose il papà. “ E allora sbrighiamoci prima che sia troppo tardi”
e corsero a casa in un battibaleno.
Una volta giunti  a casa entrarono nella stanza del mito e lo trovarono nel suo letto che dormiva come un ghiro abbracciato al suo lecca lecca gigante.
“Bene” disse la Dottoressa Tramonto, “Aspettiamo che si svegli. “Mica gli farà del male” Rispose la mamma  “Stia tranquillo,e tutto sotto controllo” Rassicurò la Dottoressa.

La Dottoressa Tramonto  si sedette accanto al letto mentre i genitori aspettarono con ansia  il risveglio di Gersio.
Dopo circa un paio d’ore il divo con molta calma aprì il primo occhio, poi subito dopo mezz’ora aprì il secondo,diede una leccata al lecca lecca gigante e si ritrovò la Dottoressa Tramonto seduta accanto a lui.
“ E tu chi sei? La nuova badante? Non ti hanno insegnato a bussare?”
La Dottoressa Tramonto non si scompose e con molta calma gli chiese
“ Tu sei Gersio il bambino fenomeno vero?”
 E lui esaltato ” Puoi dirlo forte pupa, sulla mia scrivania ci sono degli autografi precompilati prendine un paio e sparisci che devo prepararmi per la scuola. Mamma portami lo smoking”
“Dimmi un po’ Gersio, ma tu credi di essere intelligente vero?”
Lui quasi infastidito “ Io non  credo; sono, intelligente e sono anche bello “
“Allora ascoltami bene se io ti dimostrassi che non lo sei affatto? “ Gli sussurrò all’orecchio la Dottoressa Tramonto.
“ E impossibile” Tuonò Gersio. “Fammi tutte le domande  che vuoi e vedrai se sono intelligente o no”
La Dottoressa Tramonto lo guardò negli occhi e gli mostrò prima un indice e poi l’altro e disse “ Allora Gersio cosa vedi?
E lui “ vedo due stupide dita”
Bravo! Rispose la Dottoressa Tramonto “ E dimmi un po’Quanto fa uno e uno?”
Gersio si mise a ridere incredulo della domanda e sbeffeggiando la Dottoressa rispose “  Ma e facilissimo! Uno e uno fa due! Cretina!”
La Dottoressa Tramonto sorrise per un attimo e disse “ Hai visto che non sei quello che credi di essere? Pensaci attentamente,uno e uno quanto fa?”
 Gersio cambiò espressione e guardò la dottoressa intimorito
 “ Allora Gersio uno e uno quanto fa? “ e Gersio in preda al panico rispose “ Du…Due?”
No Gersio no! Uno e uno  fa undici. Asino.   
Gersio lasciò cadere il lecca lecca gigante andò verso i genitori e li abbracciò forti dicendo
” Vi va di accompagnarmi a scuola? “
Con la Porsche? Rispose il papà.
No. Disse lui.” A piedi,tutti e tre mano nella mano.


La Dottoressa Tramonto col giochino delle dita riuscii a guarire il bimbo Gersio e mentre i genitori contenti abbracciavono il loro piccolo lei alzò le mani al cielo e gridò" Sono io la più forteeeeeeeee"


 Francesco Pollio




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