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venerdì 2 novembre 2012

Il segreto di Gianni

Gianni  era una persona perbene, un uomo distinto di poche parole  amava le cose belle ,in particolare gli piacevano le scarpe. quelle di pelle classiche modello francesina testa di moro numero quarantatre  Ogni anno Gianni si recava nel mio negozio e ne acquistava un paio nuovo, e mi ricordo che quando entrava si accomodava direttamente senza guardare le vetrine, tirava dritto e se c'era gente prima di lui aspettava tranquillamente il suo turno.Gianni era un'uomo deciso.:-Francesco allora ho bisogno di rinnovare i passi, mi dai le solite?:- Ed Io con ironia  andavo in deposito e gli prendevo delle pantofole e neanche il tempo di aprire la scatola lui :-Ah ah non ci provare nemmeno:- Ed Io :- Ma Gianni tanto per cambiare :- E lui:- C'è tempo per cambiare,forza dammi le solite:-Aveva un modo disinvolto, si toglieva le vecchie scarpe come fanno i bambini, punta contro forte, e infilava le nuove usando le dita come calzascarpe le allacciava faceva due passi e soddisfatto mi diceva:- Le vecchie regalale pure al mondo:- 
Passarono un paio d'anni e di Gianni non si ebbero più le tracce fino a quando una mattina la mia assistente mi chiamò dicendomi che nella seduta c'era un uomo che chiedeva di me. Era Gianni.
Ciao Gianni allora? come va ?:- E lui:- Si va avanti:- ed Io :- allora prendiamo le solite?:- E lui :-Si grazie però dammi il quarantadue:- Ed Io:- Quarantadue? guarda che non ci casco,:- E lui:- No no dammi il quarantadue è non preoccuparti:-
Tra me e me pensai, forse la con la vecchiaia gli si sarà atrofizzato il piede? mah!?
Eccoti servito amico mio, le infilò come suo fare fece due passi pagò e andò via.
Rimasi un po' perplesso, mi era sembrato di vedere un Gianni diverso, ma quella sua convinzione smentiva quella mia perplessità.
Un bel giorno mentre allestivo le vetrine per la nuova collezione all'improvviso  vidi Gianni fiondarsi nel negozio che con aria frettolosa mi chiese:- Francesco ho bisogno delle stesse scarpe pero':- ed Io interrompendolo:- Però un numero in più perchè quelle ti stanno strette:-E lui :- No me ne devi dare un numero in meno:- Ed Io:-Gianni un numero in meno? da quarantatre a quqrantuno ma sei fuori? guarda che la calzata è sempre la stessa già mi meraviglio come tu  abbia fatto a camminare col quarantadue comunque, il cliente ha sempre ragione:-E lui :- Ecco appunto ha sempre ragione.Dammi il quarantuno.:-
Gli diedi il quarantuno rimanendo incredulo davanti a lui mentre se le infilava, ma senza il minimo imbarazzo lui pagò è andò via.
Quella scena dopo un po' di tempo mi rimase ancora impressa nella mente, mi divertiva l'idea di capire la regressione di Gianni e il mistero del numero perduto e fantasticando fantasticando sentii chiamare il mio nome,mi affacciai fuori dal negozio e vidi di nuovo Gianni.Con la macchina parcheggiata sul marciapiede mi fece segno di avvicinarmi.
Mentre mi avvicinavo all'auto pensai, :- Ecco qua si è morsicato i piedi e non c'è la fa neanche a scendere dall'auto. Che faccia tosta.: Allora Gianni come posso aiutarti?
E lui:- ecco hai detto bene , dammi le stesse nel numero quaranta:-
Senza battere ciglio gli dissi:- Ok Gianni però rimani pure comodo in macchina non c'è la faccio a guardarti mentre te le metti:- Lui chinò il capo e nel riflesso della vetrina intravidi un leggero sorriso.Entrai dentro sperando che il quaranta fosse finito ma invece fu il primo numero che mi trovai di fronte.ebbi paura io per lui quella francesina era diventata una ghigliottina per i piedi.
Eccoti servito.Mi diede i soldi mise in moto e scappò via.
Ormai si era toccato il fondo, dal quarantatre al quaranta era diventato un caso da Perry Mason, già vedevo il titolo, un uomo tranquillo che un giorno dal quarantatre passa al quaranta.Il mondo sta davvero cambiando?, sarà colpa dell'effetto serra?,  il talco mentolato nasconde proprietà chimiche pericolose per l'uomo? 
Dopo tutti quei quesiti ero curioso di incontrare Gianni ma soprattutto vederlo camminare, immaginare la sua faccia seria e disinvolta mentre trascinava i piedi dal dolore, perfino l' assistente ne parlava con le colleghe perché ormai il caso era diventato una comica ma parlando del diavolo una delle commesse mi fa:- Francesco c'e il noto Gianni al telefono:- Ed Io :- Al telefono? E chiedigli cosa vuole :-E lei:- Ha chiesto di parlare solo con te:- Ok passamelo:- Tentennai un po' e poi risposi:- Buongiorno Gianni serve per caso un pedicure?
E lui:- Francesco tu lo sai che ho sempre avuto il piacere di acquistare nel tuo negozio, nonostante le mie richieste assurde tu sei riuscito sempre ad accontentarmi, ma ho bisogno di chiederti un favore enorme:-
Ed Io:- Guarda Gianni se mi vuoi chiedere di non dire niente a nessuno stai pure tranquillo che già tutta Sorrento ne è a conoscenza, poi per il resto dimmi pure:- E lui:- Voglio un trentanove:- Ed Io:- Scusa puoi ripetere?:- E lui Hai capito bene, mi serve un trentanove:- Ed io per salvargli la vita:- Guarda Gianni che il trentanove non lo fanno:- E lui freddo:- Allora lo voglio ordinare:- Ed Io pronto a donargli un organo:- Guarda Gianni che ci vorrà almeno un mese per averle e l'ordinazione su misura costa un po' di più:-
E lui :- Non c'è problema, falla.:- Ed Io :- Va bene Gianni, passa verso fine mese a ritirarle.:-E lui:- Ti chiedo un ultimo favore:- Ed Io:-Guarda Gianni se è sempre quello di non dire niente ti avviso che sei in viva voce :-
E lui:- Gradirei che tu me li portassi di persona a casa, l'indirizzo lo conosci:- Ed io:- Pure?, Ok Gianni appena arrivano consegna a domicilio:-
Ero pronto a tutto pur di scoprire cosa stesse succedendo a Gianni, ormai era diventata una ragione di vita.Feci partire l'ordine e attesi con ansia l'arrivo del trentanove maledetto.
Erano passati circa trenta giorni quando una mattina all'apertura del negozio trovai nel mio ufficio un pacco sulla scrivania. Erano arrivate le scarpe di Gianni.
Non stavo più nella pelle, lasciai tutto e corsi subito a casa sua. Lui abitava in una villetta tutta bianca che dava sul mare,era una delle case più belle di Sorrento, bussai due volte come da buon postino.:- Chi è?:-
Ciao Gianni, sono Francesco, ti ho portato il tagliaungh....scusa volevo dirti ti ho portato le scarpe che avevi ordinato:- E lui:- Ah si bene bene entra pure:-
Aprì il cancello e avanti a me c'era un vialetto pieno di alberi di limoni dove tra i rami si intravedeva verso la fine l'ingresso della villa,e proprio lì c'era Gianni che mi aspettava con il quaranta ai piedi e le caviglie gonfie.
Buongiorno Gianni, ma complimenti che bella casa che hai, vedo che non hai solo la passione per le scarpe strette.:- E lui:- Accomodati pure ma non spaventarti:- Ed Io:- Guarda Gianni che se è per il disordine mi inviti a nozze:- E lui:- Magari disordine:-
Entrai e la villa all'interno era vuota e quel vuoto creava eco alle nostre voci, e ciò mi spaventò,la scatola mi cadde dalle mani aprendosi al suolo,Gianni le raccolse senza dire una parola le prese e le guardò con aria di sfida  le poggiò per terra.e mi disse :-Guarda e ascolta:-
Lentamente slacciò prima la scarpa destra e poi quella sinistra, poi allentò i lacci ed in fine strinse i denti e le sfilò con le mani. Il mio sguardo cadde subito sui suoi piedi, erano irriconoscibili, le dita violacee e i talloni scorticati a sangue,ma la sua espressione era beata e felice la sua voce ancora nella mia mente ripeteva, Guarda e ascolta.
Gianni scusami ma non riesco a capire, cosa significa tutto questo e poi cosa centra questa storia delle scarpe strette.
E lui:- Vedi Francesco, avevo una moglie bellissima è mi ha lasciato, avevo dei figli intelligentissimi è mi hanno abbandonato, per una multa non pagata Equitalia mi ha portato via tutto,i mobili la macchina, la barca, non ho più niente, l'unica cosa che mi da soddisfazione sono le scarpe strette, non puoi capire il piacere che ti danno quando te le togli.




Dedicata a tutti i calzaturieri d'Italia 
Francesco Pollio 



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